Chiusure a Natale? Galli svicola: "Io non parlo più, la faccia ce la metta qualcun altro"

Il virologo: "Ho giurato a me stesso che non avrei più pronunciato la parola Natale se non nel momento in cui andrò a fare gli auguri ai miei amici e ai parenti"

Massimo Galli

Massimo Galli

globalist 18 novembre 2020
Massimo Galli ha deciso di non sbilanciarsi più. E visto il clima incandescente del paese, stupisce che questa decisione non sia arrivata prima: "Il lockdown nazionale è stato sperimentato e funziona contro la diffusione del coronavirus, ma non lo sto evocando. Il tentativo attuale ci auguriamo funzioni. Natale? Non ne parlo più".
Riguardo il funzionamento della strategie delle 'zone', Galli è anche qui molto cauto: "potrebbe sembrare che stia funzionando, ma bisogna verificare tempi e modi, non è detto che i tempi per ottenere risultati non debbano essere più lunghi", dice ad Agorà. In primavera, "il lockdown aveva reso libere da infezioni gran parte delle regioni e anche aree nelle regioni più colpite, ma continuava ad esserci un serbatoio di virus in parecchie zone. Durante l'estate, su questo, è stata costruita la nuova ondata".
"A differenza di marzo, non siamo stati presi di sorpresa. Ma la situazione è diversa anche perché abbiamo casi in tutto il paese, anche nelle aree più fragili. Il nostro è un sistema di vasi molto comunicanti", prosegue.
E Natale? "Ho giurato a me stesso che non avrei più pronunciato la parola Natale se non nel momento in cui andrò a fare gli auguri ai miei amici e ai parenti. È qualcun altro che dovrà metterci la faccia".