In 17 regioni è stata superata la soglia critica delle terapie intensive

I dati dell'Agenzia Agenas sono basati su una rielaborazione di quelli della Protezione Civile e del Ministero della Salute.

Terapia intensiva

Terapia intensiva

globalist 18 novembre 2020
Il monitoraggio di Agenas (Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali) rivela una situazione drammatica per quanto riguarda la gestione della seconda ondata del Coronavirus in Italia: in ben 17 regioni su 21 è stata superata la soglia sostenibile delle terapie intensive. Una settimana fa erano solo 10 su 21. La soglia considerata sostenibile è del 30% e a livello nazionale la metà dei letti è occupata da chi è infettato dal virus, il 51%, rispetto a una soglia del 40%. 
I dati dell'Agenzia sono basati su una rielaborazione di quelli della Protezione Civile e del Ministero della Salute. Per quanto riguarda le terapie intensive la soglia del 30%, individuata dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020, risulta superata da: Abruzzo (37%), Basilicata (33%), Calabria (34%, in forte aumento rispetto al 13% rilevato dai dati del 10 novembre), Campania (34%), Emilia Romagna (35%), Lazio (32%), Liguria (53%), Lombardia (64%), Marche (45%), P.A. Bolzano (57%), P.A. Trento (39%), Piemonte (61%), Puglia (41%), Sardegna (37%), Toscana (47%), Umbria (55%), Valle d'Aosta (46%). Mentre la Sicilia è sul valore limite del 30%.
Per quanto riguarda invece i ricoveri in area 'non critica', ovvero nei reparti di malattie infettive, pneumologia e medicina interna, la soglia dei posti letto occupati da pazienti Covid, in questo caso definita pari al 40%, è superata da: Abruzzo (47%), Calabria (43%), Campania (47%), Emilia Romagna (47%), Lazio (49%), Liguria (74%), Lombardia (53%), Marche (52%), P.A. Bolzano (95%), P.A. Trento (65%), Piemonte (92%), Puglia (51%), Toscana (41%), Umbria (50%), Valle d'Aosta (73%, in netto calo rispetto all'85% del 10 novembre).