Mimmo Lucano: "Ho giurato fedeltà alla Costituzione, rifarei tutto quello che ho fatto"

Il sindaco di Riace ai lavori di Equologica: "Le idee quando sono autentiche fanno male a qualcuno, può darsi che destabilizzano, può darsi che disturbino qualche potere forte"

Domenico Lucano

Domenico Lucano

globalist 12 dicembre 2020

Hanno tentato di farlo passare per un criminale, ma le cose sono all’opposto. Ossia si parla di una persona che ha improntato ogni suo gesto in nome della solidarietà e dell’accoglienza.
Al contrario di quello che fanno altri.
"Come sindaco ho condiviso il riscatto delle persone che sono arrivate a Riace, e che sono state considerate nella comunità, in un piccola comunità solidale, considerate uguali agli altri cittadini del luogo, senza alcuna differenza. Lo prevede la Costituzione italiana, non ci possono essere discriminazioni, chi viene prima o chi viene dopo. Mi hanno fatto un processo: le idee quando sono autentiche fanno male a qualcuno, può darsi che destabilizzano, può darsi che disturbino qualche potere forte, magari la massoneria, magari a qualche potere deviato all'interno dello stesso Stato. Quello Stato che, nel nostro caso, prima aveva chiesto una grande disponibilità di accoglienza e questo coincideva con la mission locale di rispetto della dignità di tutti gli esseri umani, e Riace allora risolveva i problemi e poi ad un certo tutto diventa una storia di illegalità. Ma io da sindaco avevo giurato sulla Costituzione, e oggi farei lo stesso tutto di nuovo". 


E' la testimonianza video di Mimmo Lucano ai lavori di 'Equologica', l'evento digitale nazionale promosso da una rete di esperienze di sinistra, ecologiste e civiche, nel corso del panel dedicato alle città per un nuovo municipalismo.