Protestano contro la schiavitù in fabbrica: la polizia manganella e 6 finiscono all'ospedale

La denuncia del segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni che rivolge un appello alla Ministra Lamorgese: "Scene di questo tipo e conseguenze del genere non le vogliamo più vedere nel 2021"

Lavoratori picchiati a Prato

Lavoratori picchiati a Prato

globalist 11 marzo 2021
Il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni denuncia un fatto vergognoso avvenuto ieri a Prato dove "6 lavoratori che protestavano per i loro diritti si sono ritrovati all’Ospedale": "C’è a Prato, in Toscana, un’azienda tessile la Texprint di proprietà cinese dove da quasi 2 mesi una parte dei dipendenti per lo più pakistani, indiani stanno protestando. Il motivo? Sono stanchi di essere sfruttati come schiavi, chiedono la fine di turni massacranti di 12 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, chiedono il rispetto del contratto nazionale e delle leggi in materia di lavoro. 
Non chiedono la luna, sono richieste ragionevoli a meno che qualcuno non pensi di essere nel Medioevo".
"Ieri 6 di questi lavoratori, durante la protesta, - prosegue il leader di SI - si sono ritrovati all’ospedale dopo un intervento della polizia in servizio di ordine pubblico.
E mentre venivano trasportati in ospedale la locale prefettura emetteva un’interdittiva antimafia nei confronti dei proprietari della stamperia tessile. Forse i cattivi non sono quelli malmenati dalle forze dell’ordine".
"Scene di questo tipo e conseguenze del genere non le vogliamo più vedere nel 2021. Esigere il rispetto di elementari diritti e della legalità non può essere un problema di ordine pubblico.  La ministra Lamorgese - conclude Fratoianni - dia indicazioni precise al proprio personale per evitare in futuro comportamenti del genere. Gli Enti Locali intensifichino gli sforzi per trovare una soluzione alla vertenza. E il ministro Orlando accenda un riflettore su quanto sta accadendo a Prato".