Vissani appoggia la protesta dei ristoratori: "Se non si fa qualcosa scoppia la rivoluzione"

Lo chef dopo la manifestazione di ieri: "Il governo sottovaluta la disperazione. Ci danno due spicci per rimanere chiusi ormai da un anno"

Lo chef Vissani

Lo chef Vissani

globalist 7 aprile 2021

Dopo gli scontri a Montecitorio tra forze dell’ordine e manifestanti appartenenti alla ristorazione, interviene sull’argomento uno degli chef più conosciuti in Italia, Gianfranco Vissani, anche lui colpito come gli altri dalle chiusure.

"La protesta dei ristoratori a Roma? Qui se non si danno una mossa tra poco scoppia la rivoluzione. Il governo ha sottovalutato la disperazione del settore". Gianfranco Vissani confessa di non essere stupito per quanto accaduto oggi davanti a Montecitorio.

"Non si lavora a Natale, non si lavora a Pasqua e ci danno due spicci per stare chiusi ormai da un anno. Ma la gente come fa? Ci sono le aziende, i dipendenti, le utenze, gli affitti, i leasing. Quando mai ci faranno riaprire saremo pieni di debiti!", esclama lo chef.

"Ma la cosa che indigna di più e che mentre ci tengono chiusi, i vaccini vanno a rilento e i ristori pure. E allora quanto pensavano che la gente potesse resistere prima di darsi a gesti disperati?", aggiunge Vissani.

"Qui si sta scherzando con il fuoco, con le vite della gente. La disperazione ormai è più pericolosa del Covid. In Usa hanno stanziato 5000 miliardi e in Europa ancora stiamo capendo come avere i vaccini. A me hanno detto che lo farò tra due mesi. Devono stampare gli euro! Ci siamo rotti! Pensavo che Draghi fosse meglio e invece è peggio degli altri. Pure l'epidemia di spagnola è stata gestita meglio. L'Italia è basata sulla piccola impresa, imprese familiari che moriranno tutte se continuano così. E pensate che la gente rimarrà buona buona in casa mentre muore di fame?", chiede concludendo Vissani.