Le babysitter aiuteranno le madri disoccupate che vogliono tornare sui banchi per diplomarsi

Le madri disoccupate potranno tornare sui banchi per prendere la licenza media, portando con sé i figli.

Madri disoccupate tornano a scuola

Madri disoccupate tornano a scuola

globalist 26 settembre 2021

Un grande aiuto per le madri in difficoltà, tra figli, un lavoro che non arriva e la volontà di studiare per avere più possibilità di candidarsi per un’occupazione: le babysitter arrivano a scuola in soccorso per coloro che non sanno come conciliare questi due momenti, grazie a un progetto sviluppato a Torino.

Accade nel quartiere Mirafiori, dove le madri disoccupate potranno tornare sui banchi per prendere la licenza media, portando con sé i figli.

I bimbi staranno in una stanza a fianco all’aula guardati da due educatrici e due tirocinanti dell'Università di Torino.

L'iniziativa si chiama ‘Non solo mamma’ la prima parte del progetto “Percorsi di cultura circolare. Sostenibilità, competenze, solidarietà” che è promossa dall’associazione dei sardi Antonio Gramsci e dalla Fitel Piemonte. 

Si parte a inizio ottobre con una classe di quindici donne straniere che seguiranno le lezioni al Centro per l'istruzione degli adulti nei locali di una ex scuola materna.

In seguito, poi, sono previsti seminari e corsi anche per donne italiane.

“A regime questo progetto verrà esteso anche ad alcuni Comuni della cintura torinese - spiega  Francesco Pongiluppi, referente scientifico per l’Università di Torino e vicepresidente del circolo Gramsci - lo scopo non è soltanto trasmettere competenze a donne fragili, anche vittime di tratta, ma anche inserirle in una rete sociale più ampia e indirizzarle verso il mondo del lavoro". 

"Oltre alle materie tradizionali - aggiunge - sono previsti anche laboratori di cucina, corsi di imprenditoria femminile e di educazione finanziaria. Il progetto vedrà la partecipazione anche di ragazze minorenni, italiane e straniere, e si concluderà a giugno 2022, proprio come un normale anno scolastico”. Si tratta di un primo progetto pilota, finanziato dalla Regione Piemonte e dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociale che mette insieme Università, scuola, associazioni di promozione sociale ed enti del Terzo settore.

L'obiettivo è allargare la rete educativa per gli adulti attraverso una nuova offerta formativa pensata in modo specifico per fornire un'opportunità di alfabetizzazione, linguistica e digitale, alle persone più a rischio di marginalizzazione.