Un anno fa, quando Luigi Di Maio 'amoreggiava' con Emmanuel Macron

I provvedimenti gemelli contro l'inquinamento: l'aumento dei carburanti scatena la rivolta in Francia, la rottamazione delle auto quella di via Bellerio. «Ho offerto Rousseau, ha risposto che lo conoscono bene, presuntuosi»

L'home page del «blog delle stelle» con la lettera di Luigi Di Maio indirizzata a Macron

L'home page del «blog delle stelle» con la lettera di Luigi Di Maio indirizzata a Macron

Tommaso Verga 8 gennaio 2019Hinterland
di Tommaso Verga
Abitare in provincia. D'una grande città. Una volta faceva tanto «romantico», testimoni i romanzi. Poi il vantaggio è dipeso strettamente dal costo degli alloggi. Oggi, talvolta (spesso) il verbo coincide con «immobilità», se non si è obbligati – scuola, salute, lavoro, ecc – la residenza si traduce in arresti domiciliari. Dovuti alla difficoltà di muoversi, salvo il ricorso obbligato all'automobile. Un salto non logico ed in ogni fuori luogo si incontrano i «gilet gialli», i «péquenot» francesi arrabbiati con Macron per l'aumento del prezzo del carburante: «a te non costa nulla, bus, metro, taxi, tram, chi più ne ha ne chieda, noi siamo costretti a pagare perché veniamo da fuori».
Una sorta di «tassa sul burino» che senza nessun «trasporto» manda a farsi benedire tutte le teorie sulla «difesa dell'ambiente». Non perché sia contro l'«ecologia e i buoni sentimenti», ma perché la sua vita per un paio d'ore al giorno quando va bene la trascorre in mezzo al traffico.
In Francia i carburanti, in Italia l'auto elettrica, Emmanuel Macron e Luigi Di Maio uniti sulle misure contro l'inquinamento. Allora accomunati contro i gilets jaunes. Certo che no. Perché, a sud di Parigi, si governa allo stesso modo di quando c'era il Pd, ma è cambiata la formula, la chiamano «cambiamento». Così, accade che nel cassettone etichettato «allora il Pd?», Di Maio ha riposto anche il dossier «en marche», scegliendo – sceneggiata del momento – gli arrabbiati d'Oltralpe. Ne parla al telefono.
– Comment as-tu prononcé ton nom? Pouvez-vous répéter votre nom? («Come hai detto che ti chiami? Puoi ripetere il tuo nome?»).
«Sono Luigi Di Maio».
– Excusez-moi, mais n'êtes-vous pas celui qui voulait se fiancer avec Macron? («Scusami, ma non sei tu quello che voleva fidanzarsi con Macron?»).
«Io? fidanzarmi con Macron? Ma che dici, di cosa parli?».
– Hai dimenticato che gli hai scritto una lettera il 23 novembre del 2017? Dicevi che volevi incontrarlo, così «il Movimento 5 Stelle avrà modo di raccontarLe e spiegarLe chi siamo davvero, cosa vogliamo e come vediamo il futuro dell’Europa e dell’Italia nello scenario internazionale. Probabilmente l’opinione che Lei si è venuto via via costruendo nei confronti della prima forza politica italiana è influenzata da una forte propaganda da parte di certo giornalismo e dalle cose che Le riferiscono i politici italiani».
«Tu capisci, Emmanuel Macron aveva visto Matteo Renzi qualche giorno prima, non si poteva accettare...».
– Cosa c'è da capire, da accettare? quello era il vostro primo ministro, un incontro normale.
«Sì, il fatto è che c'era una illustrazione falsa sul movimento 5stelle.
– Falsa non direi. Soltanto qualche mese prima, a maggio del 2017, dopo le nostre elezioni presidenziali, il tuo capo Beppe Grillo ha scritto che «l’Europa vedrà un altro governo delle banche» definendo Macron uno dei «manichini serventi di una moneta impossibile», uno che godeva dei favori dei «sorridenti mass media dell’establishment». E poi: mi spieghi perché a Grillo non sono simpatici quelli che ridono?
«Mah... non so... avete tradotto bene? Comunque su quelli che ridono smentisco senza dubbio alcuno».
– Luigi Di Maio, che volevi dire a Macron quando hai scritto che «per quel che riguarda le politiche di bilancio, in particolare rispetto ai parametri di Maastricht e ai successivi regolamenti che caratterizzano la governance della moneta unica, il Movimento 5 Stelle ha una visione molto vicina a quella del Suo Paese»? Mentre ai gilet gialli hai detto che sono «animati dallo stesso spirito che ha animato il MoVimento 5 Stelle e migliaia di italiani fin dal 4 ottobre del 2009»? A quale delle due posizioni bisogna credere? E cosa significa che «Una nuova Europa sta nascendo. Quella dei gilet gialli, quella dei movimenti, quella della democrazia diretta. E’ una dura battaglia che possiamo combattere insieme. Ma voi, gilet gialli, non mollate!».
«Senti: che ne dici se le risposte te le darà Rosseau? Ve lo prestiamo volentieri».
– Parbleau!!! Comment a-t-il dit? Rousseau? A nous français? («Come dici? Rousseau? a noi francesi?»).
Il dialogo finisce non sui toni iniziali. Con Di Maio arrabbiatissimo, al punto da rischiare l'incidente diplomatico con i francesi: «I soliti presuntuosi! Mi hanno detto che loro da qualche secolo conoscono Rousseau, ma se l'abbiamo inventato noi da qualche mese!». Fortunatamente passava di lì Casaleggio.