Biotestamento, una legge che non s'ha da fare: troppi emendamenti e slitta a settembre

Ci sono tremila emendamenti, e troppi esponenti di Ap e Forza Italia che si sono iscritti a parlare. Un vero ostruzionismo.

Ancora un rinvio per lagge sul biotestamento: il provvedimento slitta a settembre

Ancora un rinvio per lagge sul biotestamento: il provvedimento slitta a settembre

Desk 25 luglio 2017

Un'attesa infinita che non sembra essere destinata a finire. Le norme, passate alla Camera poco dopo la morte di Dj Fabo in Svizzera, sarebbero dovute approdare in Senato, ma è stato deciso un altro rinvio a settembre. "Una legge tradita", accusa l'associazione Coscioni che da anni si batte in prima fila per i diritti civili.

"Ci sono tremila emendamenti, esponenti di Ap e Forza Italia si sono iscritti numerosi a parlare. Se manca la volontà politica non si può fare nulla. Rischia di andare tutto a settembre" ha detto la presidente della commissione sanità in Senato, Emilia De Biasi, Pd, che aveva programmato anche sedute notturne per velocizzare l'esame. Così è stato: legge rinviata.

"Poi nelle ultime settimane c'è stata l'emergenza vaccini, appena finita abbiamo rimesso in calendario il biotestamento ma con questa mole di emendamenti e interventi l'unica via è la scelta politica: si potrebbe infatti andare in aula senza relatore ma se non c'è volontà, accordo tra i partiti..." ha commentato De Biasi.
La conferma di un accordo che non c'è arriva da Laura Bianconi, capogruppo di Ap al Senato: "Certi temi, come il biotestamento, vanno approfonditi per le implicazioni etiche che comportano. Lavoriamo senza compressione, l'orizzonte è la fine della legislatura".

Sono decenni che in Italia si parla di diritto del malato a decidere sulla sua vita, addirittura di eutanasia (non prevista nel biotestamento). La prima volta è stato 41 anni fa con Loris Fortuna, il promotore della legge sul divorzio. Poi 4 anni fa una nuovo disegno di legge presentato dall'associazione Coscioni, che ha raccolto piu di 120mila firme, appoggiato da centinaia di onorevoli bipartisan. Adesso il nuovo stop e rinvio a settembre.