Di Maio chiama la piazza per il 2 giugno: nuova sfida alla Repubblica

Il leader del M5s invita i militanti ad appendere il tricolore come ai tempi dei Mondiali. "Per dire che il nostro voto conta". Poi preannuncia una grande manifestazione. Toni smorzati su Mattarella

Di Maio

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globalist 28 maggio 2018

Due giugno, dunque. Per la festa della Repubblica il M5s chiama la piazza. Invoca la mobilitazione, sventola il tricolore. Una mobilitazione, "pacifica", per dire che 'il mio voto conta'. Luigi Di Maio sprona il popolo 5 stelle, con un video su Facebook, a farsi sentire partecipando a "manifestazioni e passeggiate che faremo nelle città", iniziando dall'esibizione di simboli di cui, dice, "abbiamo bisogno per farci vedere". Quindi, il Tricolore: "Appendero' oggi una bandiera italiana fuori dalla finestra del mio ufficio a Montecitorio - annuncia il capo politico dei 5 stelle - affinché tutti possano vederla. Invito tutti a fare altrettanto. Prendete la bandiera, compratela e appendetela. Tiriamo fuori il nostro orgoglio di essere cittadini italiani"."E poi dite sui social - aggiunge - che 'il mio voto conta' e mettete una vostra foto, una foto del tricolore o della Costituzione. Non ci arrendiamo, non mollate adesso. Facciamoci sentire tutti insieme". E ancora, Di Maio invita i pentastellati a "smontare tutte le bufale, le menzogne che i media hanno iniziato a far circolare".


In primis, sostiene, quella relativa all'andamento dei mercati: "Quella dei mercati è una bufala, perché i mercati sono preoccupati dall'instabilità e dall'incertezza. Se fosse nato un governo politico, ora non ci sarebbero problemi. E invece hanno deciso di andare alla rottura". "So che siete incazzati, mi avete mandato migliaia di messaggi di incoraggiamento e di rabbia - prosegue - ma non possiamo restare a guardare e non possiamo farci anestetizzare dai media".


Poi sull'impeachment contro Mattarella smorza i toni. "Andrebbe messo in stato d'accusa qualche consigliere del capo dello Stato ma non esiste questo istituto", aggiunge.


"Ieri sera è stata la notte più buia della democrazia italiana, il Presidente della Repubblica ha deciso di scavalcare le sue prerogative costituzionali e non far andare al governo la forza che ha avuto 11 milioni di voti, il M5S. Adesso avremo un governo non solo non votato dal popolo ma anche dal Parlamento, un unicum nella storia della Repubblica".