Salvini incontra Mattarella per evitare lo strappo istituzionale

Fondi Lega. Il colloquio durato mezzora. Dal Quirinale ribadiscono: "Nessun dibattito sull'operato dei giudici". La mediazione di Giorgetti e la mossa del capo leghista per rivendicare "agibilità politica"

Il presidente Mattarella e Salvini

Il presidente Mattarella e Salvini

globalist 9 luglio 2018

Sembra sia stato Giancarlo Giorgetti a mediare, per questo incontro fissato oggi in Quirinale tra Salvini e il presidente Mattarella. Che inizialmente proprio non voleva saperne di vedere il capo della Lega sull'affaire dei 49 milioni di fondi al Carroccio spariti nel nulla. Colloquio sì, ma non sui giudici. Né sulle loro decisioni. Questa, in sintesi, l'intesa raggiunta tra il Colle e Matteo Salvini grazie alla quale, dopo giorni di tensione sulla vicenda dei fondi alla Lega, viene evitato lo strappo istituzionale.


Nella nota secca del Quirinale si precisa esplicitamente che all'ordine del giorno non c'è alcun confronto sull'operato dei giudici. "Sono, ovviamente, escluse dall'oggetto del colloquio - si puntualizza - valutazioni o considerazioni su decisioni della magistratura". L'incontro si è svonto puntualmente alle 12 e dopo mezzora è terminato. 


 


Spiega Il Giornale in un articolo molto dettagliato pubblicato oggi: "Salvini chiederà un consiglio a chi è garante dei diritti costituzionali», spiegano i leghisti interessati soprattutto alla valenza simbolica della protesta. Salvini al Quirinale si presenterà da solo questa mattina a mezzogiorno. La sua intenzione è quella di rivendicare l'agibilità politica della Lega, provando a esercitare una sorta di moral suasion e facendo capire che si trova al centro esatto di un paradosso perché la sua Lega da parte lesa si ritrova a essere considerata come una sorta di co-imputata. Questo è quanto dovrà essere percepito all'esterno perché poi il contenuto del colloquio si concentrerà sul primo mese di governo, sull'attualità politica, sui rapporti internazionali dell'Italia e sulla questione immigrazione e il tema della sentenza verrà forse soltanto accennato. Ma la sostanza è il desiderio di reagire, muovendosi comunque nel solco costituzionale".



Ma rimane il freddo (gelo è parola grossa) degli alleati 5 Stelle. Seconda Repubblica» Luigi di Maio ha mantenuto una sostanziale equidistanza. «Chiedere un incontro al presidente della Repubblica è legittimo. Dal Quirinale poi fanno sapere che non si parlerà di magistratura», ha ribadito ieri a L'intervista di Maria Latella su SkyTg24. «Non ho nessun imbarazzo su questa vicenda che riguarda i tempi di Bossi». Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli sceglie anche lui la strada della prudenza. «Non conosco le carte giudiziarie riguardanti i soldi della Lega, ma le sentenze vanno sempre rispettate».