Illiberale, reazionario e omofobo: ecco Viktor Orban, il migliore amico di Matteo Salvini

Il Primo Ministro ungherese propone un modello di stato illiberale e autoritario. Che Salvini lo veda come punto di riferimento è preoccupante

Viktor Orban

Viktor Orban

globalist 28 agosto 2018

Chi è Viktor Orban, il nuovo migliore amico di Matteo Salvini? Orban è salito al potere per la seconda volta (la prima è stata nel 1998) in Ungheria nel 2010 con il suo partito, Fidesz, e da allora è stato saldo al governo, con la promessa, dichiarata di voler instaurare uno stato "illiberale". Non si tratta di una provocazione: l'idea di Orban è quella che il liberismo occidentale abbia fallito e che il modello da seguire sia l'autoritarismo di Vladimir Putin, cui più volte ha dichiarato di ispirarsi. Per farlo, Orban ha innanzitutto pensato bene di modificare radicalmente l'assetto elettorale dell'Ungheria: riducendo innanzitutto i seggi in Parlamento e varando una nuova legge elettorale che, alle ultime elezioni di aprile, ha fatto molto discutere gli osservatori internazionali. 


Non solo: a causa di una controversa legge sui finanziamenti ai partiti, Fedesz è di fatto il governo. Lo sanno bene i cittadini ungheresi che a ogni angolo di strada, per le elezioni del 2018, potevano vedere manifesti contro i migranti che non fungevano però da cartelli elettorali ma da "pubblica informazione" da parte del Governo. 


Dopo le elezioni di aprile, centinaia di giudici ungheresi hanno cominciato a rassegnare le loro dimissioni, a causa di una campagna personale di Orban contro la Magistratura ungherese, accusata dal Primo Ministro di non essere in grado di esercitare il potere giudiziario.


Inoltre, poiché è stato eletto coi due terzi dei voti del Parlamento, Orban ha ottenuto il diritto di modificare la Costituzione, cui è stato aggiunto un articolo a difesa della famiglia tradizionale. La situazione dei diritti lgbt in Ungheria è medioevale: basti pensare che Billy Elliott, classico film americano cult in tutto il mondo, è stato bandito in Ungheria con l'accusa di esercitare "propaganda omosessuale". Ancora una volta, Putin docet.