Renzi se ne va e Minniti si ritira: buone notizie per il Pd

Del resto, speravo che accadesse ciò che sta accadendo e l'ho scritto in vari articoli apparsi su Globalist nelle scorse settimane.

Renzi se ne va e Minniti si ritira: buone notizie per il Pd

Renzi se ne va e Minniti si ritira: buone notizie per il Pd

David Grieco 6 dicembre 2018

Il terremoto che sta agitando il PD in questi giorni viene descritto come l'ennesimo esempio di cataclisma nel partito. Almeno, questo è il commento di quasi tutti i giornali, che danno ormai per scontata e definitiva la morte del Partito Democratico.


Dico "sembra" perché ho la fortuna, o la sventura, di pensarla in modo diametralmente opposto. Del resto, speravo che accadesse ciò che sta accadendo e l'ho scritto in vari articoli apparsi su Globalist nelle scorse settimane.


Non riuscivo a capire come facesse Marco Minniti a candidarsi alle primarie dicendo di non essere il candidato di Matteo Renzi e mi chiedevo chi diamine avrebbe dovuto votarlo a queste condizioni. Ed ecco che Marco Minniti decide di ritirarsi perché evidentemente si è reso conto di non essere il candidato di nessuno.Parlando di Renzi, auspicavo e speravo che la smettesse di tenere in ostaggio il Partito Democratico e si decidesse a creare un partito suo per poter forse un domani diventare, dal suo bastione moderato e neo democristiano, un interlocutore della sinistra ritrovata.


Ed ecco che Matteo Renzi, dopo tanti bisbigli ufficiosi, sembra sul punto di salpare con un nuovo soggetto politico per andare ad occupare il centro della politica italiana, che storicamente ha sempre avuto un partito centrista.


Di che ci lamentiamo? Queste non possono che essere, a mio modo di vedere, buone notizie per il PD. Il Partito Democratico deve urgentemente la propria identità a sinistra senza se e senza ma. E ha bisogno di raccogliersi attorno a un segretario vero, non uno dei tanti aspiranti dittatori dei nostri tempi grami. Occorre un segretario capace di ascoltare tutti e di coordinare tutti, in modo aperto e disinteressato. A mio avviso, questa figura esiste già. Ma non pronuncerò il suo nome nemmeno sotto tortura perché se lo facessi, dati i tempi che corrono, rischierei di assassinarlo all'istante.