"Lo Stato spreme i testimoni e poi li abbandona": la denuncia di Luigi Coppola

Coppola è presidente dell'associazione antiracket Movimento per la Lotta alla criminalità organizzata e si rivolge a Salvini: bisogna rivedere l'intero sistema di protezione

Luigi Coppola

Luigi Coppola

globalist 26 dicembre 2018
Luigi Coppola, testimone di giustizia e presidente dell'associazione antiracket Movimento per la Lotta alla criminalità organizzata ha così commentato l'esecuzione 'ndranghetista di Pesaro: "l'omicidio ai danni di una persona sotto la protezione dello Stato fa venir ancora più voglia di gridare: ma lo Stato dov'è?".
"Uno stato che non riesce a tutelare una vita umana anche se si tratta di un collaboratore di giustizia non può invogliare le persone oneste a denunciare" scrive Coppola, che sostiene che lo Stato ha sempre prima spremuto e poi abbandonato i collaboratori. 
"Lo Stato, e in questo caso mi rivolgo a Salvini Ministro dell'interno e al sottosegretario Gaetti, non può pensare di vincere la criminalità organizzata con battute sui social. Prendano in seria considerazione di rivedere l'intero sistema protezione cominciando dal servizio centrale di protezione che non serve a niente".