Piazza Pulita smaschera le bugie di Salvini: i migranti in Libia sono torturati anche nei "centri governativi"

Nella seconda puntata dell'inchiesta di Piazza Pulita sui lager libici si smentiscono le parole di Salvini, che aveva assicurato che nei centri governativi le violenze non avvengono

Una foto del servizio di Piazza Pulita

Una foto del servizio di Piazza Pulita

globalist 14 marzo 2019

L'inchiesta sulla Libia di Piazza Pulita continua: settimana scorsa, la troupe di Corrado Formigli era riuscito a entrare in uno dei centri di dentenzione della Libia e avevano mostrato delle immagini raccapricianti, che hanno profondamente scosso l'opinione pubblica. 
Tanto che Liberi e Uguali, nella persona di Erasmo Palazzotto aveva presentato un'interrogazione parlamentare proprio basandosi su quelle immagini, chiedendo al Ministro Salvini se si stesse pensando di annullare gli accordi dell'Italia con la Libia. Salvini rispose che i migranti respinti dall'Italia e riconsegnati alla Libia sono portati in 'centri di detenzione governativi', controllati anche dall'Onu.
Ma, nella seconda puntata dell'inchiesta, Piazza Pulita ha contattato Giulia Tranchina, di Wilson Solicitors, una Ong londinese, che ha raccontato come loro stessi ricevano ogni giorno delle segnalazioni di violenze e torture anche nei centri cosiddetti controllati. 
Affermazione confermata anche da un rapporto dell'Onu: l'agenzia per l'immigrazione (Unhcr) ha stilato infatti un rapporto in cui esplicita chiaramente che i migranti in questi centri di detenzione siano torturati, uccisi e le donne sottoposte a violenza.