Castrazione chimica? E il taglio della mano?

Una forza politica che propone la castrazione chimica, misura peraltro inutile, come risposta a stupri e molestie non sta difendendo i diritti della donne ma vuole far passare il concetto che le pene possano essere corporali.

Castrazione chimica

Castrazione chimica

globalist 29 marzo 2019
In un paese civile alcuni argomenti nemmeno dovrebbero essere sfiorati. E invece in questa deriva autoritaria le chiacchiere forcaiole da bar (tutti al muro, diamogli fuoco, buttiamo la chiave, lo ammazzo con le mie mani) sono diventate programma di governo e progetti di legge.
Tutti combattiamo contro la violenza sulle donne, in qualsiasi forma si manifesti. E non c'è nemmeno bisogno di ricordarlo.
Ma un paese e una forza politica che propone la castrazione chimica, misura peraltro inutile, come risposta a stupri e molestie non sta difendendo i diritti della donne (vedi ciò che accade a Verona) ma vuole far passare il concetto che le pene possano anche essere corporali.
Un salto nel buio nel paese che ha dato i natali a Cesare Beccaria.
Castrazione chimica, legittimo omicidio per trasformarci tutti in giustizieri, perfino un progetto di legge per rendere più facile il commercio e la vendita delle armi, le cui conseguenze in termini di più rischi di sparatorie, di liti in famiglia o tra amici e vicini sono facilmente immaginabili e basterebbe solo guardare a ciò che accade negli Stati Uniti.
Se questa è la deriva autoritaria ci sono due possibili risposte. O c'è una sollevazione vera del parlamento e delle forze democratiche per respingere al mittente questi tentativi di minare alle basi la civiltà del diritto, oppure fatto 30 facciamo 31. Il taglio della mano a chi ruba.
Così magari una gran parte di militanti, dirigenti, parlamentari vecchi e nuovi dei partiti che sostengono questa svolta li vedremo con i moncherini.
Ma forse no. Come insegnano i 49 milioni e il caso Diciotti il pugno duro vale per il popolo. La nuova Kasta ha il potere di auto-assolversi.
Che dire? C'è bisogno di una nuova battaglia civile e democratica che ci veda uniti dietro un unico slogan: restiamo umani. Quell'umanità che si va smarrendo...(e.con)