C'è la guerra in Libia ma Salvini preferisce la passerella al Vinitaly

Mentre in Libia la questione di fa incandescente e richiederebbe tutta l'attenzione del governo, Salvini va a dire parole di circostanza e a fare propaganda elettorale al Vinitaly

Salvini al Vinitaly

Salvini al Vinitaly

globalist 7 aprile 2019
In Libia c'è una guerra civile che mette in crisi la già disastrosa questione dell'accoglienza ai migranti e che rende sempre più evidente non solo la pericolosità del paese ma anche il fallimento delle trattative italiane di febbraio. È una situazione che richiderebbe tutta l'attenzione possibile, ma il Ministro dell'Interno, lo stesso che ha detto ai suoi ministri che dovrebbero lavorare di più anziché criticarlo, ha deciso di tornare a Verona, a una settimana dal Congresso della Famiglia, questa volta per fare la passerella al Vinitaly, perlatro senza il consorte Di Maio, con cui per ora è in rotta e che non è stato invitato, punizione per aver definito i partecipanti al Congresso di Verona degli 'sfigati'. 
"Sono qui per onorare il lavoro dei nostri agricoltori e imprenditori, sono qui anche per portare a nome del governo notizie su alcuni cantieri fermi da tempi e penso alla Brescia-Verona-Padova, ai cantieri che partono, aprono, scavano e viaggiano. Rappresento il governo del si'" ha detto Salvini. E a chi gli ha chiesto se esista quindi un "governo del no" il vicepremier ha risposto: "A me interessa che qui il treno viaggi e viaggi velocemente, se qualcuno aveva dei dubbi se li fa o se li e' fatti passare, penso infatti sia una questione di giorni se non di ore e si ripartira' finalmente a lavorare". In merito alla Torino-Lione ha aggiunto: "Ci sono i bandi aperti quindi ci sono 6 mesi per una dimostrazione di interesse da parte delle aziende".
Si, ma la Libia? "Stiamo lavorando per la pace e il dialogo in Libia con tutte le parti in causa, direttamente o indirettamente io sono in contatto con alcuni ministri del governo però stiamo ragionando con tutti" ha detto Salvini, aggiungendo: "L'intervento armato, le bombe, i cannoni sarebbero un dramma".