Gregorio De Falco: "Andrò a bordo della Mare Jonio per salvare i migranti nel Mediterraneo"

Il senatore ex M5s espulso dal partito si sta preparanda a partire per una missione di salvataggio con la Mediterranea Mare Jonio

Gregorio De Falco

Gregorio De Falco

globalist 7 aprile 2019
La sua avventura con i cinque stelle si è conclusa con la sua espulsione: troppe volte in rotta con il vertice politico, troppe volte a voler fare di testa sua. E quindi ora Gregorio De Falco è libero di tornare alle origini, a bordo di una nave. Ma stavolta lo fa non solo da comandante, ma da senatore e a bordo di una nave che salva migranti in mare. Uno di quei 'taxi del mare', insomma, come li aveva chiamati il suo ormai ex leader Di Maio.
E non un 'taxi' qualsiasi: nientemento che la Mediterranea Mare Jonio, la stessa che qualche settimana fa era finita sotto sequestro della magistratura agrigentina per aver salvato dei migranti in mare e disobbedito agli ordini della Guardia di Finanza che aveva intimato di spegnere i motori. Un episodio che aveva tirato fuori tutto il peggior autoritarismo di Matteo Salvini, che invocava l'arresto per comandante ed equipaggio. 
Ora il comandante Pietro Marrone e il capomissione Luca Casarini risultano indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e disubbidienza a una nave da guerra, ma la nave è stata dissequestrata; e può darsi che per il prossimo viaggio abbia a bordo anche Gregorio De Falco, che a proposito di tutta la vicenda aveva affermato: "Una direttiva di Salvini non può essere superiore a una legge né alle convenzioni internazionali che impongono di effettuare l’operazione di soccorso, e quindi far sbarcare chi è a bordo. Il comandante che non faccia il soccorso deve andare in galera. Se Salvini dice che a bordo delle navi ong ci siano terroristi deve portare le prove. Questo è uno stato di diritto, non di polizia".