Toninelli ignora la guerra in Libia: "con la Guardia Costiera libica meno partenze e meno morti"

Il ministro M5s usa le stesse parole di Salvini. A dimostrazione che i grillini sono una costola della destra

Toninelli

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globalist 9 aprile 2019
Secondo Danilo Toninelli, ospite questa sera a DiMartedì, l'Italia è in questo momento "protagonista per una stabilizzazione dell'area libica". Insomma, per il ministro dei trasporti non solo la guerra civile che sta mietendo sempre più vittime in piena Tripoli non è un problema, ma pure se lo fosse l'Italia sta lavorando per risolvere questi problemi. Problemi che, ovviamente, sono stati causati "dagli esperti della politica che la Libia l'hanno bombardata". Ossia, la colpa è dei governi precedenti, dei professionisti della politica, della kasta, delle èlite. Serve altro?
La realtà è, chiaramente, ben diversa: non solo l'Italia non conta assolutamente nulla sul pian diplomatico, come ha dimostrato il clamoroso fallimento della Conferenza di Palermo in cui Conte ha costretto Haftar e al-Sarraj a stringersi la mano per poi lasciarli andare liberi di bombardarsi a vicenda come stanno facendo in questi giorni, ma soprattutto la questione libica tocca un nervo scoperto del governo, che sa di trovarsi di fronte a un bivio: o continuare a ignorare la situazione e a fidarsi della Guardia Costiera libica, rispedendo i migranti nei lager, oppure prendere atto della situazione e mantenere, comunque, la linea dura. Sembra questa l'unica opzione paventata da Salvini, che ha escluso qualsiasi forma di intervento armato. 
E Toninelli sembra seguire la via: "meno barche partono, meno sbarchi, meno morti in mare" sostiene il Ministro, che parla della Guardia Costiera libica come di un corpo da 'formare affinché non partano più barconi della morte'.