Guai giudiziari e cambi di partito: ecco che fine hanno fatto i 26 congiurati contro Marino

Firmarono compatti per cacciare l'ex sindaco di Roma, assolto dalla Cassazione. Siamo andati a cercarli. Nessuno ha chiesto scusa. E molti siedono ancora nell'Aula dedicata a Giulio Cesare

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino

L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino

redazione 13 aprile 2019

Di D. A.

Alle Idi di marzo del 44 a.C. Giulio Cesare venne ucciso durante una seduta del Senato di Roma.
Fu assassinato dai nemici a cui aveva concesso la sua clemenza, dagli amici a cui aveva concesso onori e gloria, da coloro che aveva nominato eredi nel suo testamento.Alla congiura aderirono anche alcuni cesariani, tra cui Decimo Bruto, console designato per l'anno seguente, e Trebonio, uno dei migliori generali di Cesare.
Il 30 ottobre 2015, con molta meno cruenza, vengono firmate in Campidoglio le dimissioni di 26 consiglieri. Alle 17:55 fu consegnato al segretario d'Aula, per essere protocollato ufficialmente, l'atto che scioglieva l'Assemblea capitolina portando alla decadenza di Ignazio Marino.

Il primo a decretare il capolinea della giunta fu il capogruppo del Pd Fabrizio Panecaldo. L’ultimo il consigliere del Pdl Roberto Cantiani.
Il 9 aprile 2019 Ignazio Marino è stato definitivamente assolto dalla Cassazione sulla vicenda scontrini. Nessuno gli ha chiesto scusa. Né l'ex commmissario del Pd, Orfini, né l'ex segretario del Partito Renzi, né i consiglieri (molti dei quali ancora in carica) che ne segnarono la fine politica, né gli esponenti dell'opposizione dei Cinque Stelle, prima fra tutti Virginia Raggi che all'epoca si fece fotografare con un'irridente arancia in mano da portare all'ipotetico detenuto. Nessuna scusa neppure da stampa e tv per aver partecipato alla gogna mediatica.

Oggi, che fine hanno fatto i 26 "congiurati" che defenestrarono Marino? Siamo andati a cercarli tra ritagli di giornali, dichiarazioni sui social e notizie in Rete necessariamente non complete. Ma il quadro che emerge è che anche la morale e l'etica, sbandierate per cacciare l'ex sindaco, funzionano spesso a corrente alternata. Alcuni dei consiglieri hanno avuto infatti guai giudiziari, altri hanno cambiato casacca politica (per esempio Daniela Tiburzi passata dal Pd alla Lega), altri invece continuano a sedere in Campidoglio, nell'Aula dedicata, appunto, a Giulio Cesare.


1) Cecilia Fannunza Pd. Da tempo laureanda in Scienze politiche presso Università UniLink Campus. 39 follower su Facebook. Tra le sue citazioni preferite "Tu non vedrai nulla di più grande di Roma (Omero)". La frase è in realtà un verso di Orazio Flacco Quinto. Ex consigliera comunale, oggi è membro dell'assemblea Nazionale del Pd.

2) Michela De Biase Pd. A settembre 2018 si dimette da Consigliera Comunale ed entra in Consiglio Regionale come seconda eletta. E' attualmente nell'assemblea nazionale del Pd. Ultima iniziativa politica secondo Google News: è tra le 100 donne di Roma negli scatti del fotografo Jacopo Brogioni ed è in prima linea contro la chiusura di Radio Radicale. E' la moglie di Dario Franceschini

3) Valeria Baglio Pd. Ex impiegata di Telecom, ex quadro di Poste Italiane. Già presidente della Commissione Commercio e attività Produttive. Figura inoltre nella direzione del Pd romano. Baglio fu voluta proprio da Marino come nuova presidente dell’aula dopo le dimissioni, per problemi giudiziari, di Mirko Coratti.

4) Fabrizio Panecaldo Pd. Consigliere presso il Consiglio Comunale di Roma dal 10/06/2013. Ex coordinatore della maggioranza di Marino. Ex capogruppo del Pd. Nel 2016, chiamato in causa per il processo Mafia Capitale, non si presenta in Aula per due volte. Tanto che alla fine viene accompagnato in Tribunale dai carabinieri. Come Pinocchio. In base agli articoli di vari organi di stampa (Repubblica, Il Fatto, Giornalettismo) Panecaldo sarebbe stato definito "mucca da mungere" da Buzzi, il deus ex machina dello scandalo. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, Buzzi in un interrogatorio in carcere avrebbe detto ai magistrati: “Il Pd non lo avevamo mai finanziato così, era famelico. Panecaldo era insistente, mi chiedeva assunzioni”. Fabrizio Panecaldo ha ammesso di aver ricevuto un finanziamento «di cinquemila euro, regolarmente registrato e denunciato».

5) Erica Battaglia Pd. Eletta in consiglio comunale nel 2013, ex presidente della commissione Affari sociali del consiglio comunale. Oggi è nella direzione regionale dei Dem.  Come riporta il Tempo:avrebbe ricevuto  un contributo di 5mila euro dalla Coop 29 Giugno, coinvolta nello scandalo di Mafia Capitale. Battaglia non è indagata nell’inchiesta ma da quanto riporta nel suo blog il giornalista Franco Bechis che riprende alcuni passaggi della relazione prefettizia sull’indagine. “La Commissione – si legge nel documento – ha accertato una posizione di potenziale conflitto di interessi tra il suo mandato elettivo e la sua attività lavorativa”, cioè il suo lavoro alle dipendenze del consorzio Coin, una cooperativa sociale affidataria di commesse pubbliche proprio nel settore delle politiche sociali". Viene comunque riproposta nella squadra del candidato sindaco del Pd Roberto Giachetti, lo sfidante (perdente) contro Virginia Raggi, che in una intervista a Omnibus su La7 a proposito del ruolo di Battaglia in squadra dirà "Non è indagata, ha fatto tutto alla luce del sole. Ma comunque non l'ho scelta io, le liste le fa Matteo Orfini"

6) Athos De Luca Pd. Storica anima dei Verdi romani. Già senatore dal 1996 al 2001, De Luca dopo aver ricevuto, due anni fa, il “niet” di Renzi ad una ricandidatura in Campidoglio è stato dirottato recentemente ad Ostia dove ha perso le elezioni per la presidenza del Municipio.

7) Alfredo Ferrari Pd. Il 23 giugno 2018 si autosospende dal partito ma rimane comunque consigliere d'opposizione al Comune di Roma. Ex presidente della commissione Bilancio. La decisione di lasciare il Pd  arriva dopo il terremoto giudiziario di Mafia Capitale. Nelle carte dell'inchiesta infatti Buzzi lo cita più volte come 'contatto' politico. Non risulta indagato.

8) Valentina Grippo Pd. Lasciato il Consiglio Comunale, è attualmente consigliera regionale del Pd.

9) Liliana Mannocchi Pd. Ex fedelissima di Marco Di Stefano (ex corrente Veltroni, ex corrente Letta, ex Bettiniano, indagato per corruzione). Scrive Il Giornale il 30 novembre 2011: "Alle ultime europee appoggia Goffredo Bettini che, in cambio, avrebbe caldeggiato a marzo l'elezione di una fedelissima di Di Stefano, Liliana Mannocchi, a presidente dell'assemblea regionale Pd. Ma scoppia il caos tra spintoni e malori, e l'elezione della Mannocchi viene annullata". I testimoni e i coinvolti nel litigio confermarono, romanamente, agli organi di stampa la rissa: "E' vero, se semo menati".  Risulta attualmente impiegata nell'azienda Laziocrea Spa.

10) Dario Nanni Pd. L'11 settembre del 2018 il combattivo consigliere Pd, già consigliere municipale del VI municipio e barricadero argine ad Alemanno, lascia il Pd per il gruppo Misto. In un j'accuse scrive: "Nel partito ci sono troppi dilettanti improvvisati premiati per la loro fedeltà al capo di turno"

11) Marco Palumbo Pd. E' consigliere comunale in carica.

12) Giovanni Paris Pd. Consigliere Comunale in carica. Ex presidente Commissione Roma Capitale e Riforme Istituzionali, ex presidente Municipio Roma XV, Quadro Superiore in Eur Spa, laurea in storia Contemporanea. Il 7 ottobre 2018 viene chiamato in causa per reati d’induzione alla corruzione, corruzione per vendita della funzione e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio. Il caso, riportato dal Corriere della Sera e dall'Ansa, riguardava presunti soldi e regali di pregio ricevuti da un imprenditore edile per manipolare a suo favore i bandi per la costruzione dei parcheggi nel centro storico di Roma.

13) Ilaria Piccolo Pd. Consigliere comunale in carica. Ingegnere civile.

14) Maurizio Policastro Pd. Lascia il Campidoglio e attualmente fa parte della direzione romana dei Dem.

15) Antonio Stampete Pd. Ex dipendente Atac. Ex presidente della commissione urbanistica. Secondo quanto riporta il Messaggero, Stampete votò sì al progetto del cosiddetto stadio della Roma anche dietro la spinta di Parnasi. Molto vicino a Marco Di Stefano. Nel dicembre 2014 si rende protagonista di uno scontro interno ai Dem e alla maggioranza guidata dal sindaco Ignazio Marino, attaccando su Facebook l'allora assessora all'Ambiente del suo stesso partito.

16) Giulia Tempesta Pd. Consigliere comunale in carica. Entra in Campidoglio a seguito di un ricorso al Tar per il riconteggio delle schede. Ex vicepresidente del gruppo Pd nell'Aula Giulio Cesare ha denunciato sui social di essere stata minacciata e definita "Giuda" dai sostenitori di Marino dopo la caduta del sindaco.

17) Daniela Tiburzi, ex Pd oggi Lega. Ex presidente della commissione Pari opportunità sotto il sindaco Ignazio Marino, poi di nuovo candidata consigliera nel 2016, il 4 marzo 2019 ha votato Salvini e adesso è attivista e militante del Carroccio. Prima dei Dem aveva fatto parte del gruppo dei Popolari inizialmente con Franco Dalia e poi con Enrico Gasbarra. Fervente anima cattolica ha contestato a Marino e al Pd posizioni troppo gay friendly.

18) Orlando Corsetti, Pd. Già presidente dell'autorevolissimo Municipio I (Centro storico), Corsetti è noto a Roma per un rimpasto della giunta circoscrizionale al limite della fantapolitica. Come raccontato al Post dall'esponente Dem Andrea Romano: "Corsetti nomina assessore Yuri Trombetti. Il quale ha ricoperto negli ultimi anni un’ampia varietà di caselle partitiche: dapprima militante di Alleanza Nazionale, poi consigliere municipale dei Democratici di Sinistra nonché segretario della storica sezione DS del quartiere Testaccio, quindi consigliere municipale di Forza Italia, infine candidato nel 2006 nelle liste dell’Udeur (allora schierata con il centrosinistra) e nel 2008 dell’Udc (alleata con il centrodestra)". Risultato: quella che era una giunta di centrosinistra diventò una giunta composta “per una metà da transfughi del centrodestra e per l’altra da fiduciari diretti del presidente del municipio”. E' attualmente consigliere comunale in carica

19) Laura Lombardo, Pd. Lombardo assurge alle cronache proprio grazie a Corsetti. Ex coordinatrice provinciale dei giovani di Forza Italia ed eletta consigliere municipale nel 2006 sotto le bandiere del partito fondato da Silvio Berlusconi, passa nel 2008 al Partito Democratico, grazie a Corsetti che la vuole come esponente di punta e assessore del Primo municipio. Per l'esattezza Assessore alle Attività produttive e Commercio, Promozione del territorio, Sicurezza, Pari Opportunità del Municipio IV (incarico che ha lasciato il 29 luglio 2015). Come racconta il Messaggero nella cronaca di Roma: «Nella lista delle preferenze alle Comunali del 2013, la Pastore non era passata per 228 voti. E, a ricordare appunto di quando “la Pastore non entrò” nel consiglio capitolino è stato Salvatore Buzzi, re delle cooperative e braccio destro del boss Massimo Carminati.
«Il nome della neoeletta – si legge ancora sul quotidiano capitolino – pur non essendo iscritto sul registro degli indagati, spunta infatti nelle intercettazioni dell’inchiesta “Mafia Capitale”. La Pastore è definita da Buzzi, in sostanza, uno dei famosi “cavalli” su cui Carminati e i suoi sodali avrebbero potuto scommettere durante la campagna elettorale».

20) Svetlana Celli, oggi capogruppo in Campidoglio della Lista Civica Roma Torna Roma (ex lista civica per Marino Sindaco, ex lista Civica per Giachetti Sindaco). Nel calderone dei cosiddetti rimborsi d'oro, è stata accusata di aver percepito 2.010 euro tra luglio e agosto 2014. Ultima iniziativa pubblica: Inaugurazione della rassegna culturale “PONTE SISTO - Un fiume in festival”, promossa dalla Casa editrice Ponte Sisto, in collaborazione con la società "L’altro Tevere" e con la Fondazione Lando Fiorini.


21) Roberto Cantiani, eletto con Nuovo Centro Democratico, oggi Pdl. Consigliere comunale dal 10/06/2013. Finito agli onori della cronaca per i cosiddetti "Rimborsi d'oro" alla «Cantiani srl»: 8.235 euro da gennaio a giugno 2014. Ultima iniziativa pubblica: testimone al processo di Giordano Tredicine, vice-presidente del consiglio comunale di Roma e vicecoordinatore regionale di Forza Italia per il Lazio. Tredicine è l'enfant prodige della storica famiglia di caldarrostai della Capitale, poi finito nelle indagini di Mafia Capitale e finanche ai domiciliari.

22) Daniele Parrucci, ex Centro democratico, oggi nel Pd come Responsabile romano delle Politiche del Lavoro. Dipendente Atac.

23) Alfio Marchini,  Consigliere Comunale in carica Lista Marchini. Pur di sfiduciare Marino arrivò da Milano di gran carriera, commentando "Per Roma faccio questo e altro". Come riporta Roma Today in un articolo del 2018: "L'erede di una delle più famose imprese di costruzioni romane, promessa della politica cittadina nel 2013, sfidante della Raggi nel 2016 sotto il cappello di Silvio Berlusconi che forse lo penalizzò minandone il profilo civico, è quasi una meteora. In due anni di legislatura, il costruttore ha ridotto di due terzi le presenze in Aula capitolina. Avvistarlo nell'emiciclo di palazzo Senatorio è sempre più una rarità. Se infatti tra giugno e dicembre 2016 ha preso parte al Consiglio 13 volte su 33, una ogni tre, il numero scende nel 2017 con una ogni cinque (15 su 81) e una ogni 6 tra il 1 gennaio e il 31 maggio, con solo 5 consigli su 36".

24) Alessandro Onorato della Lista Marchini. Consigliere Comunale in carica. Così si descrive sul suo sito personale. "Alessandro Onorato, classe 1980, a soli 19 anni si aggiudica i diritti in esclusiva per la gestione degli spazi pubblicitari all’interno della multisala Cineland di Ostia e, in seguito, delle principali sale cinematografiche romane. Il suo esordio ufficiale nella vita pubblica cittadina avviene nel 2000, quando sfonda nel campo dell’editoria con il mensile gratuito “Ostia Città”, completato dall’esilarante allegato “Ostia Rido”: un vernacoliere del Lido". Per inciso "Ostia Città", il periodico di Onorato, non esiste più.


25) Ignazio Cozzoli. Eletto nelle fila della Lista Marchini poi passato al Gruppo misto, è decaduto nel marzo 2016 dopo il riconteggio delle schede che ha assegnato il seggio al Pd. Viene arrestato nell'ottobre del 2017 con l'accusa di far parte di un'associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla truffa aggravata per il conseguimento di finanziamenti pubblici. Su Twitter si definisce Coordinatore romano di Direzione Italia.

26) Francesca Barbato. Gruppo Conservatori riformisti di Raffaele Fitto. Della ex consigliera non si hanno notizie, almeno in Rete.


 



Richiesta di precisazione di Erica Battaglia


Gentile Redazione,
nel rispetto della normativa del nostro Ordine professionale, chiedo la rettifica dell'articolo da voi pubblicata dal titolo "Guai giudiziari e cambi di partito: che fine hanno fatto i 26 congiurati contro Marino". 
Nello specifico, la parte che mi riguarda: "Eletta in Consiglio comunale nel 2013, ex Presidente della Commissione Affari sociali del Consiglio comunale. Oggi è nella Direzione regionale e nell'assemblea romana del Pd. Non indagata nello scandalo di Mafia Capitale, nonostante le accuse di "potenziali conflitti di interesse" mai accertate. Ad oggi è tornata alla sua professione di giornalista ed esperta di politiche sociali".  
Grazie per quanto possibile ad evitare una lesione spregiudicata della mia onorabilità e ad osservare i codici deontologici di cui per fortuna godiamo come professionisti,