Bonafede difende il bancarottiere Siri: "Quello era un fatto personale"

A Di Martedì le sconclusionate dichiarazioni del Ministro di Grazia e Giustizia incapace di rispondere alle domande e di rifugiarsi nel "questo lo dice lei"

Alfonso Bonafede

Alfonso Bonafede

globalist 7 maggio 2019
Secondo il Ministro di Grazia e Giustizia Alfonso Bonafede, la bancarotta di Armando Siri non conta a livello politico "perché avvenuto nella sfera personale" e non ha nulla a che vedere con l'inchiesta in corso. 
Questa perla Bonafede l'ha data come risposta alla domanda, più che legittima, sul perché la Lega abbia preso tra le sue fila un bancarottiere e il M5s, di cui Bonafede è esponente, lo abbia accettato (dato che non potevano non saperlo). 
Un imbarazzo clamoroso, che continua quando Bonafede non ha idea di come rispondere alle altre domande che gli sono poste, come "Perché un'inchiesta in corso deve far dimissionare Siri e una condanna per bancarotta fraudolenta no? E perché il sequestro di persona - reato di cui era accusato Salvini sulla Sea Watch - no? E perché la strage colposa dell'Appendino no?".