L'Italia va a rotoli, il M5s pure ma Di Maio parla di record mondiale

Dopo aver perso sei milioni di voti, dopo che l'ultimo ideale grillino è stato calpestato e dopo la farsa del voto online, il nostro non ha trovato di meglio che magnificare il "record mondiale" di votanti online per un partito.

Luigi Di Maio

Luigi Di Maio

globalist 31 maggio 2019

Se non si trattasse di un dramma che riguarda un Paese, ossia l'Italia, che sta andando a rotoli in un delirio di demagogia, razzismo, incompetenza, arroganza e conti pubblici fuori controllo, ci sarebbe da ridere. Perché Giggino da Avellino, ossia il nulla politico arrivato alla vice presidenza del consiglio e al ruolo di capo politico M5s grazie a uno tsunami, ha dimostrato una volta di più di non saper distinguere la Repubblica italiana da una Play station e il senso delle istituzioni dal Grande Fratello o da Amici di Maria De Filippi.



Così dopo aver perso sei milioni di voti, dopo che l'ultimo dei vaghi ideali grillini è stato calpestato e dopo la farsa del voto online attraverso l'oscura piattaforma Rousseau, il nostro non ha trovato di meglio che magnificare il "record mondiale" di votanti online per un partito.



Anche qui confondendo l'articolo 49 della Costituzione (quello che regola l'attività dei partiti) con il Guinnes dei primati.



Quale è stata la torta più lunga del mondo? Quante ore si sono baciati ininterrottamente una coppia di fidanzati? Quante capriole è riuscito a fare di seguito senza mai fermarsi? E ora aggiungiamo: quale partito ha avuto più voti in una consultazione online?



Come capirebbe perfino Toninelli, qui siamo ben oltre il ridicolo. Ma non si tratta solamente di ridere, ma di preoccuparsi ancora di più per questa deriva digital-plebiscitaria che consente a un sedicente leader politico di non fare quello che dignitosamente ognuno al suo posto avrebbe fatto: andarsene.



Qui, al contrario, si parla di record mondiale e continuano imperterriti a spacciare quella merce politica avariata che gli elettori mostrano di non apprezzare più. Gli avevamo lasciati in campagna elettorale impegnati nella più bieca demagogia, gli abbiamo ritrovati dopo il voto ancora più impegnati nella più bieca e miserevole demagogia.