Taglio dei parlamentari, la demagogia di Di Maio continua

Tra l'altro Di Maio è arrivato a dire che con un minor numero di parlamentari le leggi saranno più veloci perché ci saranno meno emendamenti.

Di Maio

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globalist 8 ottobre 2019
Frasi fatte e il festival del qualunquismo. Di Maio mantiene le promesse anche su La7 quando, intervistato da Floris su Di Martedì ha rivendicato il taglio (demagogico) dei parlamentari come se fosse la questione delle questioni del paese e non una misura demagogica.
Tra l'altro Di Maio è arrivato a dire che con un minor numero di parlamentari le leggi saranno più veloci perché ci saranno meno emendamenti.
Un'assurdità. Perché parte dal principio che i lavori del parlamento siano un peso.
"Di Conte mi sono sempre fidato e mi fido, ha sempre agito nell'interesse della nazione". Lo ha detto Luigi Di Maio durante 'Di Martedì', parlando del Russiagate, sottolineando che il premier non si è rifiutato di riferire al Copasir, sta solo attendendo che venga eletto il nuovo presidente.
"Come va con il Pd? Oggi il voto che c'è stato" sul taglio dei parlamentari "è stato un passaggio importante. Questo era un momento di fiducia e c'è stata. Con il Pd si lavora bene sugli obiettivi". 
E con Zingaretti? "Fino ad ora tutte le volte che abbiamo affrontato fatti concreti, io mi sono trovato bene e mi sono anche ricreduto su alcune dinamiche che pensavo potevano esserci".
 "Erano troppi i parlamentari e questo ci permetterà non solo di risparmiare ma anche di semplificare il modo di scrivere le leggi perchè il dibattito sarà più sereno. La centralità del Parlamento resta ma tagliare i parlamentari è logica perchè eravamo uno dei paesi in Europa con il più alto numero di parlamentari". 
"Se faccio come Renzi? Oggi alla Camera hanno votato tutte le forze politiche, ci sono stati solo 14 voti contrari e questo perchè c'è stata una pressione dei cittadini che ci chiedeva di tagliare un po' di parlamentari. Il referendum di Renzi è stato bocciato dagli italiani...".
 La riforma della giustizia "è un'altra prova" per questa maggioranza, "se si vota, bene, se invece in Parlamento non ci dovesse essere una maggioranza allora ci sarebbero delle conseguenze".