La Messa oscurantista della Destra in piazza: Dio, Patria, Famiglia e odio per l’Islam

"Noi difenderemo sempre Dio, la Patria e la Famiglia. Fatevene una ragione": la destra in piazza e le sue false crociate

Berlusconi, Salvini e Meloni

Berlusconi, Salvini e Meloni

Giuseppe Cassarà 19 ottobre 2019

C’è stato un momento, nel corso del discorso di Matteo Salvini, in cui le parole del leader della Lega sono state esclusivamente a fondo ecumenico: “Perdonali, o Signore, perché non sanno quello che fanno” cha detto Salvini parlando degli ‘intellettuali della sinistra’, a suo dire ‘servi’ di chi vuole l’islamizzazione dell’Europa.


I toni di piazza San Giovanni, piena a dismisura (fino a 200mila persone, secondo le stime. Una marea abominevole pronta a bersi qualsiasi goccia di propaganda), sono stati apocalittici. E sono stati l’estrema conferma che raccontare la verità non serve a nulla.


A nulla serve dire che la storia di Bibbiano, come hanno dimostrato le indagini, era tutta una montatura: Salvini continua a fare demagogia contro chi ‘ruba i bambini a mamma e papà’; a nulla serve ribadire che meno partenze non vuole dire meno vite dei migranti perse, ma solo che molti di più sono rimasti chiusi nel lager libici: Salvini continua a dire che al governo hanno le mani sporche di sangue; a nulla serve spiegare che i sei agenti di Torino non sono stati arrestati sulla base della ‘parola dei pedofili e degli stupratori’, come ha detto Salvini (che ha anche detto, tra le righe, che non è poi questa gran tragedia se pedofili e stupratori vengono torturati), ma dopo un anno di indagini condotte dalla polizia penitenziaria.


Salvini viene continuamente smentito. Ma la realtà è facile da distorcere quando la piazza, semplicemente, non ha intenzione di accettare la verità. E vuole solo sentirsi dire che loro sono gli onesti, loro sono quelli bravi, loro sono i veri italiani. E se questo deve voler dire sentire anche slogan fascisti come ‘Dio, Patria e Famiglia’ scanditi da Giorgia Meloni, se deve voler dire odiare la religione islamica sulla base di una presunta invasione che è stata mille volte sconfessata dai numeri, allora sia: ci beviamo qualsiasi razzismo, qualsiasi omofobia, qualsiasi estremismo mascherato da buonsenso, purché il crocifisso dalle aule non si tolga, purché i nostri ragazzi vengano mandati a fare servizio civile per imparare ‘ordine e disciplina’, purché non si legalizzino le droghe leggere, una misura che assesterebbe un colpo mortale ai traffici mafiosi ma che non si sposa con l’idea di decoro anni ’50 che la Piazza di San Giovanni oggi ha dimostrato di volere per questo paese.


Il discorso di Salvini è stato preceduto da un vomitevole video in cui Katia Ricciarelli leggeva - malissimo - l’abusatissimo pamphlet ‘La Rabbia e l’Orgoglio’ di Oriana Fallaci. L’odio per l’Islam e il fondamentalismo cattolico sono stati gli ingredienti di questa piazza intrisa di autoritarismo, in cui ci si professa amici di tutti ma si anela alla chiusura dei confini. L’evidente controsenso, l’evidente andare contro una generazione di giovani che i confini vuole buttarli giù e non vuole edificare muri, sfugge a chi oggi ha riempito Roma di bandiere tricolori. Si è tornati a parlare di servizio militare obbligatorio, di difesa di Dio, di crocifissi, di Vangeli. Più che un comizio politico, abbiamo assistito a una messa oscurantista.