Commissione Segre: basterebbe saper leggere e voler capire

Davvero, come dice la destra, la Commissione richiesta da Liliana Segre contro l'hate speech è una minaccia alla libertà di espressione? O è solo propaganda della Destra?

Liliana Segre

Liliana Segre

Chiara D'Ambros 5 novembre 2019

Sulla mozione proposta in Senato lo scorso mercoledì 31 ottobre dalla Senatrice Liliana Segre per costituzione di una commissione contro l’odio si sentono e leggono opinioni, parole, articoli e commenti che per un sentire civile sono a dir poco spiazzanti, fuori proporzione, basati su logiche discutibili.


L’invito per tutti è di leggere la mozione scritta dalla Senatrice Liliana Segre.


Chi ha ascoltato le sue testimonianze, le dichiarazioni di questi giorni o letto i suoi scritti ritrova una semplicità essenziale in parole pregne di significato e verità di chi a visto e vissuto e che difficilmente si possono associare alla limitazione della libertà di espressione conformemente alle leggi della Costituzione Italiana. Per esempio l’apologia del fascismo è già reato in Italia, ancora per ora.


Davvero l’intenzione di limitare le forme di odio minaccia la libertà? E se la risposta è si, viene da chiedersi: minaccia la libertà di chi?


È molto grave si rimandi al grande pubblico, ai cittadini della nostra Repubblica, ciò che non è scritto, strumentalizzare politicamente questa importante iniziativa.


A chi non approva questa commissione perché limiterebbe la libertà di espressione viene da chiedere come si faccia a non vedere cosa sta succedendo in Italia, in Europa, nel Mondo in questo momento storico? Giudicare quel testo senza inserirlo nel contesto sembra essere sintomo di estrema ingenuità, ignoranza o di malafede.


La commissione nasce per monitorare e segnalare ad organi preposti eventuali hate speech, parole o azioni d’odio che possano provenire da qualsiasi ambito o contesto che sia di estrema destra come sinistra, di bulli o belli che stolckerizzano le loro ex, operano azioni violente verso i più deboli, maltrattano diversi. Che poi diversi da chi? Da che cosa?


Basterebbe leggere senza pre-giudizi, e per esempio:


Non è vero che non sono indicati come soggetti a monitoraggio i sentimenti di odio verso l’occidente o il cristianesimo. Anzi si trova scritto:


Il Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa definisce gli hate speech come le forme di espressioni che diffondono, incitano, promuovono o giustificano l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo o più in generale l’intolleranza, ma anche i nazionalismi e gli etnocentrismi, gli abusi e le molestie, gli epiteti, i pregiudizi, gli stereotipi e le ingiurie che stigmatizzano e insultano;


Quanto la minaccia alla famiglia rimante un tema interpretativo oscuro: Se il fatto che "la Commissione può segnalare agli organi di stampa ed ai gestori dei siti internet casi di fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza nei confronti di persone o gruppi sociali sulla base di alcune caratteristiche, (…) l’orientamento sessuale, l’identità di genere o di altre particolari condizioni fisiche o psichiche, richiedendo la rimozione dal web dei relativi contenuti ovvero la loro deindicizzazione dai motori di ricerca” significa mettere in crisi i valori della famiglia, in che Paese viviamo?


Ammettiamo anche (per quanto mi riguarda per assurdo e oltre) si mettessero in discussione alcuni diritti come il matrimonio tra persone dello stesso sesso ecc.. MA in uno Stato Civile può essere in discussione il fatto che ogni essere umano sia tutelato dall’odio nei suoi confronti a causa della sua natura, le sue scelte religiose o di vita?


Da destra giungono rassicurazioni sul fatto che non sia nemmeno in discussione un ritorno alla violenza. La violenza è già presente oggi nelle parole e si è manifestata anche nella mancanza di rispetto per una testimone della Storia tanto Preziosa per noi tutti, per il progresso umano che grazie al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbiamo la fortuna di vedere seduta nei banchi del Senato.


L’astensione in quell’aula è inaccettabile senza se e senza ma.


Attraverso una strategia sempre più frequentata da alcune voci della politica attuale si deforma la sostanza reale delle questioni tanto che una commissione che dovrebbe monitorare comportamenti e linguaggi di odio e pericolosi viene essa stessa definita pericolosa. Questo perché si rischierebbe di fare il processo alle idee, limitando la libertà di espressione, dimenticando che per esempio l’apologia del fascismo è già reato in Italia, ancora per ora.


Molto più democratico sarebbe invece puntare sulla sicurezza proibendo la libertà di manifestazione, come recentemente accaduto?


Più si approfondiscono le questioni a supporto dell’astensione di una larga parte dei senatori presenti in aula - tutti di centro destra – più dovrebbe aumentare lo sconcerto.


Basta leggere, saper leggere e voler capire.


Fa paura che alte cariche dello Stato dimostrino di capire qualcosa di diverso da quanto scritto e che ribaltino e deformino la realtà delle cose.


Da quello che è successo per la mozione proposta dalla Segre, che credeva ovvio che tutti avrebbero votato per l’istituzione di una commissione contro l’odio, si deduce che ciò che sin ora abbiamo ritenuto ovvio, ovvio non è, non è più.


Alcune idee hanno insite nel loro essere la violenza non solo verbale. Attraverso la violenza una minoranza si può facilmente imporre.


Come ricordava Raymond Carver: Ci possono volere secoli per costruire una cattedrale, ci vuole un secondo per distruggerla.


In questo senso la democrazia è come una cattedrale.


Non sarà una commissione contro l’odio a farla incorrere nel pericolo di crollare in un secondo, ben più pericoloso è lasciare campo libero estremismi di qualunque natura essi siano e strumentalizzare le diseguaglianze.