La follia di Trump sta rendendo il mondo un tragico tiro a segno

Il presidente degli Usa tenta di dimostrare il valore quasi umanitario della sua impresa criminale che servirebbe a scongiurare terribili orrori e atrocità al mondo intero.

Trump al Madison Square Garden

Trump al Madison Square Garden

Nuccio Fava 6 gennaio 2020
C’è aria di festa in giro. Vigilia dell’Epifania, strade, città e borghi sono animati da genitori e bambini che fantasticano sui doni della Befana.
Si coglie però preoccupazione per la rabbia e le urla di odio che giungono da paesi lontani che rendono complessivamente lugubre l’atmosfera e in certa misura esposti tutti ai formidabili strumenti di morte che tanto entusiasmano il Presidente americano.
Sconcerta l’espressione stessa di Trump, il suo sguardo sicuro e sprezzante, al tempo stesso sorridente e ammiccante, con il quale egli tenta di dimostrare il valore quasi umanitario della sua impresa criminale che servirebbe a scongiurare terribili orrori e atrocità al mondo intero.
Si tratterebbe cioè, secondo l’ingannevole e contorto suo pensiero, di un assassinio preventivo per impedire al generale iraniano capo terrorista ben noto ai servizi segreti, di compiere altre stragi e attentati specialmente contro militari Usa.
Un modo disinvolto e feroce della versione oltre atlantico, american first, che affascina spasmodicamente il nostro leader leghista, Matteo Salvini.
E’ indispensabile trovare al più presto strade praticabili di paziente e rispettoso dialogo tra tutti: nessuno può tirarsi fuori illudendosi che i conflitti e gli scontri siano lontani e non ci riguardino. Se anche solo una parte del frutto è bacata bisogna provvedere al più presto e fare in ogni caso di tutto perché non si producano danni irreparabili.
Si tratta di realizzare una grande e bella sorpresa legata alla stagione migliore della migliore tradizione americana, quando gli Usa contribuirono in modo determinante alla conquista della libertà in Europa, sconfiggendo l’oppressione nazifascista.
Esiste del resto lo strumento previsto dallo stesso costituzionalismo statunitense: il ricorso all’impeachment o la non rielezione del Presidente.