Dalla sceneggiata dal balcone alla diaspora: Di Maio era irrecuperabile

L’uomo chiamato a sostituirlo Vito Crimi è sempre stato una voce di moderazione, apprezzato pure da Grillo in questo ruolo assunto forse col suggerimento dello stesso Grillo

M5s al balcone

M5s al balcone

Nuccio Fava 24 gennaio 2020

Da tempo nell’aria la crisi dei cinque stelle è esplosa con grande fragore. Neppure Grillo ha potuto fare ancora una volta da pacere e hanno prevalso contrasti insuperabili, risentimenti insanabili. Ancora prima di sciogliersi la cravatta Di Maio non ha nascosto la rottura profonda, una vera e propria dichiarazione di guerra contro i traditori “che pugnalano alle spalle” e continua sottolineando compiaciuto “che in ogni caso non mollerà”.



L’uomo chiamato a sostituirlo Vito Crimi è sempre stato una voce di moderazione, apprezzato pure da Grillo in questo ruolo assunto forse col suggerimento dello stesso Grillo, una volta che la posizione di Di Maio era risultata irrecuperabile. Anche fisicamente, con la fronte molto ampia, un po’ di pancetta e gli occhiali ricorda a noi cronisti politici sin dagli anni ’70 un Dc di mezza età, doroteo, inossidabile, sempre pronto a dare una mano al partito in difficoltà, sempre in maggioranza impegnato a favorirne la formazione. 
Ma la crisi dei cinque stelle appare radicale, tocca la sua natura, il suo modo di essere, le sue regole interne, a cominciare dalla grana dei rimborsi, dalla sceneggiata sul balcone di Montecitorio, cui si sono aggiunte le diaspore verso altri gruppi di non pochi parlamentari e dissidi sempre più marcati di linea politica come per il voto reclamizzato dal senatore Paragone con la gran cassa di Di Battista ed altri. 

Tutti elementi di fatto ignorati tanto da Di Maio che dal traghettatore che vuole però considerarsi capo a tutti gli effetti. Ne approfitta a piene mani Salvini che può a maggior ragione ignorare i temi che dovrebbero essere centrali in una campagna regionale, concentrandosi invece nella più aspra critica propagandistica alle difficoltà del governo, all’ingiustizia presunta a proposito del suo caso giudiziario, alla decisione di fare “il martire risorgimentale” per il bene della patria.
Il partito democratico segue con interesse soddisfatto comunque che, specie in Emilia Romagna ci sarebbero le condizioni per vincere la partita. Il presidente Conte da Assisi manda messaggi di fraternità e prospettive di nuovo sviluppo ecologico ed ambientale, una fase totalmente nuova per tutta la società italiana e la sua collocazione in Europa. 
In ogni caso secondo il presidente del Consiglio è ragionevole la convinzione che gli italiani sapranno valutare con la propria testa, sia i risultati raggiunti, sia le prospettive da perseguire e vorranno contribuire all’interesse dell’Italia, anche dall’Emilia Romagna e dalla Calabria.