Salvini sciacallo fino all'ultimo: "Vota Lega per non tacere su Bibbiano"

"Quelli del PD vorrebbero il silenzio. Oggi voto Lega anche perché noi su Bibbiano non taceremo. Giú le mani dai bambini!" scrive infatti su twitter Salvini

Salvini con una bambina a Pontida

Salvini con una bambina a Pontida

globalist 26 gennaio 2020
Bibbiano, Bibbiano, Bibbiano. Non si è praticamente parlato d'altro, in questa campagna elettorale permanente, almeno da parte della Lega. Un interessante esperimento sarebbe fermare per strada chi oggi ha votato Lega per le regionali in Emilia Romagna e chiedere un punto, uno qualsiasi, del programma di Lucia Borgonzoni (e non di Matteo Salvini, che da domani l'Emilia la vedrà col binocolo). Un punto che non sia Bibbiano, ovviamente. 
'Usare la clava'. Con questa formula Matteo Salvini aveva dato, nella famosa riunione di cui è stato ritrovato un 'pizzino' lasciato da un distratto faccendiere, istruzioni ai suoi su come comportarsi su Bibbiano. La clava per bastonare, per picchiare, per rintronare. Perché la verità dei fatti - ossia che il sindaco di Bibbiano non è coinvolto nei casi di affido ma le sue accuse sono diverse, che i casi presi in esame sono stati già ridimensionati dai giudici - rimanga vaga e confusa e resti solo lo slogan: il Pd ruba i bambini. I comunisti, d'altronde, se li mangiavano. La destra quando si tratta di bambini storicamente perde la testa, ed è disposta a credere a qualsiasi cosa. 
"Quelli del PD vorrebbero il silenzio. Oggi voto Lega anche perché noi su Bibbiano non taceremo. Giú le mani dai bambini!" scrive infatti su twitter Salvini, violando - per l'ennesima volta - il silenzio elettorale. In queste ultime, concitate ore di voto, ogni minuto, ogni euro avanzato dalla campagna viene investito solo sul tema di Bibbiano. 
Una sola cosa è certa: se la Lega vince, da domani di Bibbiano non si parlerà più. Tornerà a essere un misconosciuto paesino di poco più di 10mila abitanti nella provincia di Reggio-Emilia. Dei bambini a nessuno importerà più: la vicenda verrà dirimata dai giudici, perché Lucia Borgonzoni - come ogni presidente della Regione - non ha poteri giudiziari, né quello di influenzare la magistratura. Ma questo chi vota Lega non lo sa. Non lo sa che la Lega non può risolvere nulla di quanto promesso, che ciò di cui si occupa la presidenza della Regione è altro.