D'Alema: "In Italia l'alternativa all'uomo forte è avere un partito forte".

L'ex premier è intervenuto al seminario di Articolo 1, che si è svolto a San Macuto: "Questa è l'unica alternativa al cesarismo"

Massimo D'Alema

Massimo D'Alema

globalist 13 febbraio 2020

Come dargli torto? "L'unica alternativa al cesarismo è la costruzione di soggetti politici forti, con una forte disciplina interna, di avanguardie organizzate. Oggi in Italia l'alternativa all'uomo forte è avere un partito forte".
Lo ha detto Massimo D'Alema, intervenendo al seminario di Articolo 1, che si è svolto a San Macuto. Il primo punto nell'agenda della sinistra deve essere quello di "ricostruire un partito, organizzato, di iscritti che considerano essere iscritti un onore e che paghino una quota proporzionale al loro reddito".


Non un partito che cede sovranità, ma che anzi "recuperi sovranità e trasmetta una sensazione di forza anche intorno a sé. Questa è la condizione perché un partito sia aperto". D'Alema prova a "volgarizzare" un articolo sul Corriere scritto tempo fa da Massimo Bray: "Non dite che volete aprire il partito perché se la gente vede cosa c’è dentro scappa via".
L'ex presidente del Consiglio ricorda come "il partito non ideologico sia stato un disarmo unilaterale della sinistra". Infatti "le sardine hanno messo in campo una risposta ideologica alla destra che ha mobilitato un elettorato che non si sarebbe mosso in difesa del buon governo. È l'appello ideologico che porta al voto".
Eppoi la sinistra deve recuperare "una cultura critica del capitalismo, che non significa volerlo rovesciare, ma nel senso dell'uguaglianza e della difesa del pianeta, questo è il fondamento di una sinistra moderna che va declinato in senso riformista". Questa è dunque "la condizione per aprirsi alla società, altrimenti cosa le vai a dire?".


Nel raccontare un vecchio aneddoto D'Alema spiega come l'Italia "abbia disperatamente bisogno del 'pugno del partito'. Ci sarà' bufera e bisogna che ci sia un partito forte. Vent'anni fa aveva un senso dire 'basta con il partito delle tessere'. Oggi questa frase non ha più senso, quella battaglia è stata vinta, il risultato è l'Italia di oggi. Bisogna ricominciare a stampare le tessere", conclude.