Salvini l'indeciso: Passa da 'blindiamo i confini' a 'bisogna aprire tutto' nel giro di una settimana

Il cambio di rotta, guarda caso, è avvenuto quando turisti lombardi e veneti hanno cominciato a essere rispediti a casa da tanti paesi al mondo per la psicosi da Coronavirus.

Un frame del video

Un frame del video

globalist 29 febbraio 2020
"Blindiamo, blindiamo, blindiamo"; "Aprire, aprire, aprire". Delle due, l'una: o Salvini ci crede del tutto imbecilli, oppure soffre di gravi disturbi della personalità. Perché è veramente incredibile che nel giro di una settimana, dal 21 febbraio al 27 febbraio, abbia rilasciato due video in cui esprire due concetti esattamente all'opposto.
Certo, nel primo parla dei confini, nel secondo delle attività italiane. Ma le due cose non sono scollegate. La favoletta che Salvini vorrebbe far credere agli italiani è che l'Italia è un paese autosufficiente. Possiamo sopravvivere senza gli altri, bastiamo a noi stessi. Basta comprare i prodotti italiani, andare a mangiare nei ristoranti italiani. Poco importa che gli alberghi rimangono chiusi, che nei musei non va più nessuno, l'importante è che sia salvo il parmigiano. E soprattutto che i suoi amati padani non vengano rifiutati dalle dogane di mezzo mondo. 
Perché il cambio di rotta, guarda caso, è avvenuto quando turisti lombardi e veneti hanno cominciato a essere rispediti a casa da tanti paesi al mondo per la psicosi da Coronavirus. Onta ancora maggiora, il Sud Italia si è ribellato all'industrioso Nord: via i settentrionali e i loro virus dal meridione, e sono stati tanti i 'lumbard' che ci sono rimasti male, si veda anche il consigliere comunale di Pavia. 
Salvini però non è più il leader della Lega Nord, ma il Capitano di tutti gli italiani. Certo, vedere i colerosi napoletani che cacciano via i milanesi non deve avergli fatto piacere, ma lui deve parlare di unità nazionale. E quindi dalle montagne del Trentino con un tagliere di salumi in mano Salvini invita a mangiare italiano. E ad aprire, aprire tutto, aprire sempre. Adesso. Chissà se tra una settimana non cambi idea di nuovo.