Renzi si offende per le critiche: "Tra qualche giorno vedrete che avevo ragione io"

A Renzi sfugge il punto: nessuno nega che bisognerà riaprire prima o poi. Farlo prima di Pasqua, come vorrebbe lui, è una follia.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

globalist 29 marzo 2020
Matteo Renzi fa finta di non capire: e si offende per la reazione che ha avuto il mondo politico e scientifico alla sua proposta di riaprire prima di Pasqua perché "non possiamo aspettare che tutto passi". 
"Le mie considerazioni di ieri hanno aperto una discussione molto seria e accesa, specie tra chi ha fatto la fatica di leggere o ascoltare e non si è fermato al pregiudizio. Tutto il mondo politico si è scatenato contro i concetti che ho espresso: interessante, vedrete che tra qualche giorno cambieranno posizione e diranno tutti insieme ciò che stiamo dicendo da soli noi oggi" dice il leader di Italia Viva.
"C'è un'emergenza sanitaria devastante, certo. Ma sullo sfondo - ha sostenuto l'ex premier - c'è un'emergenza economica che si combatte ripartendo in sicurezza con i posti di lavoro, non allargando il reddito di cittadinanza. Chi fa politica ha il compito di costruire il dopo, non può solo commentare il presente. E il dopo va pensato adesso: altrimenti si rincorrono gli eventi senza prevenirli. Siamo abituati agli attacchi, il tempo sarà galantuomo anche stavolta. Buona domenica a tutti!", ha concluso Renzi.
È interessante notare come Renzi non colga il cuore delle critiche che gli sono state rivolte: nessuno nega che bisognerà riaprire, prima o poi, né che bisogna organizzare un piano per affrontare l'emergenza economica. Farlo prima di Pasqua è pura follia, perché prima dell'emergenza economica c'è quella sanitaria. E non ci sono scuse che tengano. Tra qualche giorno, purtroppo, la situazione non sarà cambiata, che Renzi lo voglia o meno: il virus fa di testa sua, non segue i dettami del leader di Italia Viva.