Zaia nega l'evidenza: "Nessuna polemica tra me e Crisanti"

Il presidente della regione Veneto parla della tensione con il professore dell'università di Padova al quale stanno cercando di togliere i meriti per magnificare solo lo staff del leghista

Luca Zaia

Luca Zaia

globalist 24 maggio 2020

Non è una ipotesi: ci sono le dichiarazioni ripetute del professore che parlano della rottura tra lui e la regione Veneto. Il testo è solo il tentativo di nascondere l’evidenza.

"Io non ho mai fatto nessuna polemica con il professor Crisanti e lui non l'ha fatta con me. Mi spiace che si dia questa lettura ma sono i fatti a dirlo. C'è stato un dibattito rispetto ad alcune attività tra diversi operatori e players della Sanità nella partita del Coronavirus. Vorrei anche ricordare che la partita dei tamponi di Vo' è stata decisa dal sottoscritto e il professor Crisanti mi ha chiamato dopo una decina di giorni, io non lo conoscevo, e mi ha detto 'ha fatto una bella scelta, quella di andare contro la legge e fare i 3.000 tamponi a Vo', mi finanzia i tamponi alla fine della quarantena?' Così è nato lo studio di Vo'".
Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia in videocollegamento con 'Mezz'ora in più', in onda su Rai 3.


Peccato che proprio oggi il professore in una intervista abbia puntato l'indice contro la regione dicendo che si voleva 'riscrivere la storia', visti i tentativi di minimizzare il suo ruolo da parte di Zaia e del suo staff.
"Il professor Crisanti governa il laboratorio di Microbiologia più importante a livello nazionale e a lui - ha spiegato - sono state demandate le tecniche di analisi, di laboratorio dei tamponi. Poi abbiamo professori ed altri attori della partita, dei quali i giornali non parlano, ma sono stati altrettanto fondamentali. Insomma, è una squadra e sono tutti cavalli purosangue. Se avessi i ronzini questi non si muoverebbero mai, i purosangue ogni tanto sgroppano, scalciano. A me spetta gestirli ma vedrà che andiamo avanti".