A scuola di presenza ma divisori tra i banchi: la proposta della Ministra Azzolina

Non tutti sono convinti della linea del governo, per il problema delle risorse e del personale necessario per la riapertura nel rispetto delle prescrizioni indicate dal Cts.

La Ministra Azzolina

La Ministra Azzolina

globalist 5 giugno 2020
Da settembre la scuola riaprirà per tutti e sarà di presenza: lo assicura la Ministra per l'Istruzione Azzolina, che paventa la possibilità di compartimentare i banchi con dei divisori per garantire la sicurezza sanitaria. I presidenti di Anci e Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini ed Antonio Decaro, hanno però sottolineato "molte criticità", ponendo il problema delle risorse e del personale necessario per la riapertura nel rispetto delle prescrizioni indicate dal Cts.

Neanche i sindacati del settore sono usciti convinti dall'incontro ed hanno confermato lo sciopero programmato per lunedì prossimo. Intanto, alla Camera, le opposizioni stanno facendo duro ostruzionismo sul dl Scuola, che scade domenica.
In apertura dell'incontro il premier Conte ha ribadito: "Siamo stati costretti a chiudere la scuola, ma abbiamo tratto una lezione. Siamo stati costretti alla didattica a distanza. Ho sempre avvertito preoccupazione per chi non poteva accedervi. C'è il tema del divario digitale. Col nuovo anno scolastico l'obiettivo è tornare a scuola in piena sicurezza. La didattica a distanza può essere un'opportunità in più per potenziare offerta didattica, ma certo dobbiamo ritornare in presenza".
Linea condivisa naturalmente da Azzolina: "L'obiettivo - ha affermato - è portare tutti a scuola in presenza. Con particolare attenzione ai più piccoli che hanno sofferto maggiormente in questo periodo". Quello per la scuola, ha aggiunto, "sarà un piano su più livelli che seguirà l'andamento del rischio di contagio. Sulla scuola stiamo mobilitando risorse per oltre 4 miliardi di euro", ha annunciato. "Ci sarà subito un nuovo stanziamento di altri 330 milioni per l'edilizia scolastica leggera", ha aggiunto. "La norma contenuta nel decreto scuola favorirà i lavori dando ai sindaci potere di intervenire". "Il documento del Cts sulle scuole sarà valutato rispetto all'andamento epidemiologico. Oltre alle mascherine ci sarà possibilità di usare le visiera anche per andare incontro alle esigenze di studenti con difficoltà respiratorie e ipoacusici. Il Cts sta valutando anche la possibilità di compartimentare i banchi, con divisori, anche per garantire maggiore sicurezza", ha detto la ministra dell'Istruzione in chiusura del vertice a Palazzo Chigi.


Ma da Regioni e Comuni è arrivato un allarme su risorse ed organici. "La riapertura delle scuole a settembre - ha sottolineato Decaro - comporterà molte criticità, ma è indispensabile e noi non ci tiriamo indietro". 


Certo da parte del Governo servirà allargare i cordoni della borsa. Ci sono, ha spiegato infatti il presidente dell'Anci, "una serie di necessità urgenti: sblocco dell'assunzione di personale, certezze su risorse per interventi rapidi di edilizia scolastica, riorganizzazione dei servizi di mensa e trasporto, un vero piano dei tempi che consenta di evitare gli spostamenti si concentrino nelle ore di punta". Critici i sindacati. Per il segretario della Cgil Maurizio Landini ed il segretario della Flc Cgil, Francesco Sinopoli, "la discussione sulla ripartenza è importante ma in grave ritardo.


Intanto, dalla Camera via libera alla fiducia posta dal Governo sul decreto scuola. I sì sono stati 305, i no 221, 2 gli astenuti. L'Aula ha deliberato la seduta fiume, cioè senza interruzioni, sul decreto scuola. In favore la maggioranza, e contraria l'opposizione.