Mentre si muore di Covid la Lega tuona: "La Lombardia zona rossa è un'offesa"

L'assessore regionale alla Cultura: "I cittadini hanno fatto sacrifici e i dati sono in miglioramento"

Milano in tempo di Covid

Milano in tempo di Covid

globalist 16 gennaio 2021

La terza ondata non è un miraggio, i decessi per Covid continuano ad essere 500 al giorno e gli ospedali sono ancora sotto pressione. Eppure c’è ancora chi protesta, sostenendo che la Lombardia non sia classificabile come zona rossa.


Tutti gli esperti confermano in modo univoco che i dati sui contagi sono ancora molto alti e questo mette a rischio il funzionamento dei vaccini, visto che con il mutamento del virus può abbassare la loro efficacia.


Stefano Bruno Galli, assessore alla Cultura di Regione Lombardia, ha criticato la decisione del governo di far tornare la regione in zona rossa.


"Sostengo quello che ha detto Fontana ieri: è un affronto ai sacrifici che hanno fatto i lombardi, con dati che sono in netto miglioramento. Sostengo con molta forza la prospettiva del ricorso che ha annunciato ieri il presidente".


La zona rossa significa anche una mazzata ulteriore al settore della cultura.


"E' inspiegabile - spiega Galli - nessun focolaio si è mai verificato nei luoghi della cultura. Nessun museo, teatro o cinema è stato un focolaio. La cultura in Lombardia ha numeri ragguardevoli, è evidente che il pedaggio che stanno pagando i luoghi della cultura è oltremodo elevato. Si tratta di luoghi dove si possono rispettare con grande rigore tutte le prudenze, nei musei o nei teatri col contingentamento si possono rispettare le prescrizioni sanitarie".