Bettini: "Non rinuncio alle mie idee sulla giustizia per Salvini"

Il componente della direzione nazionale del Pd replica ai malumori nel partito per la sua scelta di firmare i referendum: "Letta difende il Pd plurale..."

Goffredo Bettini, componente della direzione nazionale del Pd

Goffredo Bettini, componente della direzione nazionale del Pd

globalist 10 agosto 2021
Molti esponenti del Pd hanno visto male la sua scelta di firmare i referendum sulla giustizia, visto che - dicevano - le riforme si stanno discutendo in parlamento.
E lui ha replicato:
"C'è ancora molto da fare per una riforma organica della giustizia civile e penale. Credo che la mia posizione sul referendum possa aiutare un cambiamento profondo della nostra giustizia 'malata'.".
Goffredo Bettini, componente della direzione nazionale del Pd, ha parlto della sua decisione di firmare tre dei quesiti referendari sulla giustizia in una intervista al Corriere della Sera.
Alla giornalista che gli fa notare di non essere in linea col suo partito Bettini ha replicato: "Sto apprezzando sempre di più la sobrietà, ma anche il coraggio su tanti temi, del segretario Enrico Letta. E condivido la sua idea di un partito plurale e aperto al confronto. Purché sia sincero".
E se gli si fa notare che potrebbe essere un assist al leader della Lega, Matteo Salvini, non si scompone: "È assurdo pensare di rinunciare alle proprie idee perché Salvini strumentalizza il referendum. Lui e il suo partito hanno inneggiato al cappio nelle aule parlamentari. La sinistra deve essere critica, innovativa, moderna, ma anche libertaria. Non per una libertà egoista e priva di responsabilità. Ma per tutelare gli esseri umani in qualsiasi condizione essi si trovino".
Tuttavia Bettini chiarisce che non firmerà "i referendum che riguardano direttamente i magistrati in quanto persone. Alla magistratura la Repubblica deve tantissimo. Per questo non condivido una rivalsa diretta verso di loro quando sono accertati errori o danni".
A proposito dell'attuale governo, che il Pd sostiene insieme alla destra, l'esponente democratico dice che "Draghi è il punto irrinunciabile di coesione nazionale per l'oggi e per il domani. Qualsiasi ruolo intenderà svolgere. Ma non va strattonato. Rappresenta una coalizione di emergenza, sostenuta da partiti molto distanti tra di loro. Si tornerà in futuro all'alternativa chiara tra centrosinistra e centrodestra".