Di Maio: "Valutiamo una presenza congiunta a Kabul con i nostri partner"

Di Maio ha parlato al Senato della situazione nel Paese, precisando che i funzionari che potrebbero rappresentare una presenza congiunta avrebbero "funzioni prevalentemente consolari" e servirebbero "da punto di contatto immediato

Luigi Di Maio, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Luigi Di Maio, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

globalist 7 settembre 2021
Luigi Di Maio nell'informativa, sull'Afghanistan al Senato, ha chiarito che "Con i Paesi dell'area e con i nostri partner stiamo riflettendo sulla creazione di una presenza congiunta in Afghanistan con funzioni prevalentemente consolari e che serva da punto di contatto immediato".
Il ministro degli Esteri ha aggiunto che si tratterebbe di "un nucleo formato da funzionari di più Paesi sotto l'ombrello dell'Unione Europea o, eventualmente, delle Nazioni Unite".
Un punto di contatto immediato - Di Maio ha parlato al Senato della situazione nel Paese, precisando che i funzionari che potrebbero rappresentare una presenza congiunta avrebbero "funzioni prevalentemente consolari" e servirebbero "da punto di contatto immediato. Si tratterebbe di una soluzione innovativa, per la quale sarà necessario un efficace coordinamento preventivo", ha aggiunto.
I diritti umani e quelli delle donne - Il ministro ha affrontato anche la questione dei diritti umani, "con particolare attenzione alle donne. Intendiamo promuovere nei fori internazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite, iniziative appropriate a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali degli afghani. Lavoreremo per cercare di costruire un consenso in ambito Consiglio Diritti Umani per l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio, anche attraverso la promozione di una dichiarazione congiunta nel corso dell'imminente 48esima sessione del Consiglio che comincerà lunedì prossimo".