L'ironia di Letta: "A differenza di Salvini quando parlo con Draghi non metto i manifesti"

Il segretario democratico a tutto tondo: "Quota 100 non potrà essere prorogata e ilddl Zan resta una nostra priorità"

Enrico Letta a Montalcino

Enrico Letta a Montalcino

globalist 10 settembre 2021

Garbato, ironico ma ma molto pungente e deciso a non far passare la propaganda salviniana. "A differenza di Salvini io ogni volta che parlo con il Presidente del Consiglio non metto i manifesti ai muri: il colloquio è continuo e anche molto proficuo".

L'affondo al leader della Lega arriva dal segretario dem Enrico Letta, ospite della giornata conclusiva al Salone del Mobile di Milano.

Stop a quota 100
"Sfido chiunque a dire che sia possibile tranne la propaganda di Salvini". Il riferimento del segretario dem Enrico Letta è verso la proroga di 'quota 100', il provvedimento tanto caro al segretario della Lega in scadenza a dicembre, una misura tanto importante per il Carroccio da essere un cavallo di battaglia del Capitano leghista all'epoca del governo gialloverde.

"Sentiremo cosa ne pensa il presidente del Consiglio Mario Draghi", risponde Letta, anche se non appare molto convinto.

 "Noi siamo d'accordo sul fatto che su questo tema si siano fatti degli errori profondi in passato- afferma Letta - e noi non crediamo che sia la strada giusta".

Salvini invece per il segretario dem su questi temi "fa campagna elettorale permanente", perché sa che "questa cosa non è possibile". Insomma, lui lo fa "per fare campagna elettorale, ma noi- chiosa- siamo seri e cerchiamo di dire le cose che si possono fare e non quelle che non si possono fare".

Il ddl Zan resta una priorità

Il Ddl Zan contro l'omofobia è ancora priorità una priorità del Pd. "Certo che lo è, lo rimane assolutamente. Appena tornerà in aula noi continueremo la battaglia", spiega il segretario del partito Enrico Letta, a Milano. Sulla calendarizzazione, "da quello che mi hanno detto alla conferenza dei capigruppo è questione di giorni o settimane", aggiunge.