Caso Battiston, M5s contro Lega: ai vertici scienziati e non militari

Non si placa la polemica tra alleati di governo dopo l'indiscrezione fatta filtrare dal Miur che voleva il generale Preziosa al vertice dell'agenzia spaziale

L'ex presidente dell'Asi Roberto Battiston

L'ex presidente dell'Asi Roberto Battiston

globalist 7 novembre 2018

Un caso politico dopo uno sgarbo programmato dalla Lega contro il M5s nel perpetrare un attacco contro gli enti di ricerca che è stato giudicato come l'ennesimo assalto alla diligenza di un governo che parlava di merito ma alla prova dei fatti ha utilizzato i metodi della vecchia politica


La tensione è ancora alta fra M5S e Lega all'indomani della revoca del fisico Roberto Battiston alla presidenza dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). "Ritengo che abbiamo bisogno di più scienziati e meno militari", ha detto il viceministro all'Istruzione Lorenzo Fioramonti, M5s, riferendosi al nome dell'ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare Pasquale Preziosa, gradito ai leghisti, come possibile candidato alla presidenza dell'Asi.
"Ho letto il nome dai giornali, non ne abbiamo parlato col ministro", ha detto ancora Fioramonti.
Il leader della Lega Matteo Salvini si tiene intanto alla larga dalla questione: "Non me ne sono occupato io - dice in tv -. Magari un politico risponderebbe con una supercazzola, ma non essendomene occupato non ne posso parlare".
"Non c'è nessuna polemica. Il motivo è chiaro ed è nelle carte", ha ribadito il ministro Marco Bussetti, riferendosi alle verifiche svolte sull'attività dell'Asi negli ultimi mesi e in attuazione di norme vigenti, in quanto la nomina di Battiston era stata firmata dall'allora ministro Valeria Fedeli il 7 maggio scorso, ossia con un governo che il 4 marzo aveva perso la fiducia degli italiani e agiva in ordinaria amministrazione.
Quanto al nome di Preziosa, per Bussetti non è affatto detto che sia quello del prossimo presidente dell'Asi: "non c'è nessun tipo di novità, non è detto che sia questa persona, è solo un nome che sta circolando".
Quello che è certo è  che il nome di Preziosa non fa parte della rosa che era stata indicata dal Comitato di esperti istituito sulla base dell'articolo 11 della legge 213 del 2009 relativa al riordino degli enti di ricerca. E' la legge che prevede che i nomi dei presidenti degli enti vengano selezionati e votati sulla base di una rosa di cinque nomi selezionati, in seguito a un bando, da un Comitato composto da cinque persone che abbiano competenze scientifiche o esperienze nell'alta amministrazione. All'interno della rosa dei nomi il ministro sceglie il presidente. Il Comitato nominato nel 2015 e confermato all'inizio del 2017 è vicino alla fine del suo mandato, ma ancora attivo. Così come è ancora valida la rosa di nomi all'interno della quale era stato selezionato quello di Battiston e all'interno della quale va selezionato adesso il nome del prossimo presidente dell'Asi.
A quanto si apprende, di questa rosa di nomi non fa parte quello del generale Pasquale Preziosa. Questo è quanto prevede la procedura, a meno che non si decida di nominare un nuovo Comitato di esperti per selezionare una nuova rosa di nomi. Una procedura che richiede comunque dei tempi tecnici e che, nel frattempo, lascerebbe l'Asi priva di un presidente. Il ministero potrebbe anche decidere per un commissariamento dell'Asi, ma questa decisione e' comunque legata all'accertamento di una grave situazione interna, amministrativa o di altra natura.
Ma non sembrerebbe questo il caso dell'Asi. Quanto al decreto di revoca della presidenza di Battiston, nel mondo giuridico si affacciano i primi dubbi sulla sua costituzionalità in quanto si applica a un ente pubblico di ricerca in modo abbastanza piatto, ossia senza nessuna motivazione specifica, l'articolo 6 della legge Frattini, la 145 del 2002.