Il virologo: "Servono altri 15 giorni di blocco, poi parleremo di aperture graduali"

Il professore dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco: "Gli anziani dovranno stare ancora a casa, e i pronto soccorso dovranno essere dotati di stock di mascherine, in attesa di una seconda ondata"

Il virologo Fabrizio Pregliasco, dell'università degli Studi di Milano

Il virologo Fabrizio Pregliasco, dell'università degli Studi di Milano

globalist 29 marzo 2020
Una speranza, non ancora una certezza: "Dalla Lombardia arrivano i primi segnali positivi, ma occorrono almeno altri 15 giorni di blocco. Poi, verso metà aprile, si potrà pensare a una riapertura progressiva e mirata, tutelando soprattutto gli anziani e i fragili".
Lo ha detto il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco, raggiunto a Parma dove - come presidente Anpass - è in visita ai volontari dell'Associazione nazionale pubbliche assistenze impegnati nella lotta a Covid-19. Secondo il virologo anche dopo metà aprile "gli anziani dovranno stare ancora a casa, e i pronto soccorso dovranno essere dotati, oltre ai cerotti, di stock di mascherine, in attesa di una seconda ondata".
Ma dunque ci sarà una seconda ondata di Covid-19? "Non si può escludere: con queste misure di mitigazione abbiamo tolto la punta alla curva, ma il virus non sparirà all'improvviso. Dobbiamo sottolineare che l'incremento percentuale in Lombardia sembra essersi stabilizzato - rileva Pregliasco - Certo la situazione di Milano un po' preoccupa, e per questo è importante non mollare. Mentre a Roma, dove considerate le dimensioni la situazione è delicata, il blocco sembra stia funzionando".