Silvestri sulla scienza: "Covid-19 faccia capire i danni provocati dalle bufale e dai ciarlatani"

Guido Silvestri insegna alla Emory University di Atlanta: "L'emergenza di insegna che dobbiamo capire l'importanza della scienza e della medicina basata sull'evidenza scientifica"

Guido Silvestri, direttore del dipartimento di Patologia della Emory University

Guido Silvestri, direttore del dipartimento di Patologia della Emory University

globalist 29 marzo 2020
Qualche timido segnale di ottimismo comincia a manifestarsi ed anche la rabbia per i tanti spacciatori di bufale che hanno contribuito in questi anni a delegittimare la scienza e la ricerca: "Il momento è difficile, ma passerà. Ci vorrà del tempo, ma ce la faremo ad uscire dal tunnel, e ne usciremo molto migliori di come ci siamo entrati, perché dobbiamo sempre ricordarci che dietro ogni grande crisi si nasconde una opportunità di crescita e di miglioramento".
Ad affermarlo è Guido Silvestri, scienziato italiano negli Usa dove insegna alla Emory University di Atlanta. "Sono profondamente convinto che la pandemia del Covid-19 possa trasformarsi in una fantastica opportunità per un grande Rinascimento scientifico italiano, nel paese che è stato di Leonardo e Galileo, di Fermi e Marconi, di Galvani, Torricelli, Malpighi, e mille altri".
"Lo avremo - avverte lo scienziato - se torneremo a capire, costretti da questa grave emergenza sanitaria, l'importanza della scienza e della medicina basata sull'evidenza scientifica. Avremo un grande rinascimento scientifico italiano se capiremo i danni provocati dalle bufale, e dai ciarlatani che le spacciano senza sosta. Mi riferisco a chi oggi nega i pericoli di Covid-19, come altri mascalzoni negano l'esistenza dell'Aids o l'efficacia dei vaccini. Avremo un grande rinascimento scientifico italiano anche e soprattutto se sfrutteremo la grande paura di Covid-19 per tornare a costruire, giorno dopo giorno e tutti insieme, una cultura della scienza nelle scuole, negli ospedali, nei media, ed in ogni aspetto della nostra società civile. E lo avremo, last but not least, se torneremo a sostenere la ricerca scientifica anche a livello di risorse, considerandola una vera priorità per la crescita civile dell'Italia". 
"Io - confida lo scienziato - rimango nonostante tutto fermamente ottimista, e sono convinto che tra qualche mese torneremo a vivere come prima. Anzi, che vivremo meglio di prima, se da questa grande paura avremo imparato, con umiltà, intelligenza e pragmatismo, le giuste lezioni, come scienziati, come cittadini (sia in Italia che in Usa) e come umanità in generale. Perché questa è la vera, grande sfida che dobbiamo vincere tutti insieme, anche per onorare nel modo migliore possibile le vittime di questa malattia".
"Una cosa bellissima di questa emergenza sanitaria è che ci sta facendo riscoprire come la medicina sia una grande fratellanza universale, esattamente come lo è la scienza. Lavoriamo fianco a fianco con colleghi di tante nazioni, da Usa all'Italia, dalla Cina all'Iran, dal Messico alla Corea, dalla Francia al Cile. La medicina e la scienza sono di tutti e per tutti, in Italia e nel resto del mondo", conclude Silvestri.