Il virologo Perno: "Covid.19 non è indebolito, è come la brace che cova sotto la cenere"

Il direttore del dipartimento di Microbiologia all'ospedale Niguarda di Milano: "Non c' alcuna evidenza scientifica di un indebolimento. Tuttavia la malattia si è alleggerita"

Il virologo Carlo Federico Perno

Il virologo Carlo Federico Perno

globalist 27 maggio 2020
Possiamo stare tutti più tranquilli o Covid-19 sta perdendo forza? La scienza è divisa, le ricerche (compresa la scoperta del ceppo meno aggressivo fatta a Brescia) sono ancora all'inizio ma tutti concordano sul fatto che non vada abbassata la guardia.
"Dobbiamo stare a distanza, lavare spesso le mani e indossare la mascherina. Altrimenti, anche se i dati sono positivi, il virus tornerà. Sia chiaro che non ce ne siamo liberati".
Così il virologo Carlo Federico Perno, direttore del dipartimento di Microbiologia all'ospedale Niguarda di Milano.
"Presente quando il fuoco non c'è più e la brace sembra assopita? Poi basta metterci sopra un po' di carta per veder ripartire le fiamme. Il virus - spiega - è in questa condizione. Quindi, fuor di metafora, faccio fatica a dire che non ci siano le condizioni per ripartire ma l'eventuale apertura dei confini regionali non va considerata un liberi tutti".
"In laboratorio all'ospedale Niguarda io e la mia squadra abbiamo appena terminato un lavoro su 400 sequenze del virus. E posso concludere che - sottolinea - non ci sia alcuna evidenza scientifica di un indebolimento. Tuttavia la malattia si è alleggerita, questo si. Ma è accaduto perché abbiamo migliorato la nostra capacità di individuare e diagnosticare i nuovi casi. Inoltre non c'è più quell'effetto a cascata che ci ha travolto nei mesi scorsi. I trattamenti iniziano prima, quando il quadro non si è ancora aggravato".