Sileri difende Zangrillo: "Negli ospedali pazienti gravi non arrivano più, è una evidenza clinica"

Il viceministro alla Salute: "Il risultato e sicuramente multifattoriale, ma la prima idea è che le misure di contenimento, lavarsi le mani, mascherine e distanziamento sociale, hanno sortito l'effetto.

Pierpaolo Sileri

Pierpaolo Sileri

globalist 1 giugno 2020

Una difesa mentre la sua collega sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa aveva criticato il medico del San Raffaele e di Berlusconi e il mite professor Locatelli aveva fatto una dichiarazione durissima.


"Non sono scandalizzato da ciò che ha detto Zangrillo, ha parlato di una evidenza clinica" e "se parliamo con qualsiasi altro intensivista come lui, di altri ospedali, dirà esattamente la stessa cosa: cioè che i pazienti gravi non arrivano più nelle terapie intensive, i decessi sono sempre meno (purtroppo è la coda di persone infettate molte settimane fa), e la verità è che in Pronto soccorso e nei reparti i pazienti non arrivano più".
Così il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, al Tg4, commentando le polemiche sollevate da Alberto Zangrillo, direttore delle Unità di anestesia e rianimazione generale e cardio-toraco-vascolare dell'ospedale San Raffaele di Milano, che domenica scorsa in un'intervista televisiva aveva affermato che "il virus è clinicamente inesistente".
Secondo Sileri questo risultato "è sicuramente multifattoriale, ma la prima idea - sottolinea - è che le misure di contenimento, lavarsi le mani, mascherine e distanziamento sociale, hanno sortito l'effetto. Questo significa che dobbiamo mantenere questa strada. Quindi - avverte - massima precauzione. Poi se il virus è diventato meno letale o meno aggressivo - conclude - questo ce lo diranno gli scienziati".


Le dichiarazioni a Sky Tg24


"Il virus continua a circolare ma circola meno perchè ci proteggiamo con il distanziamento, con le mascherine, lavandoci le mani".


Lo ha ribadito il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, a Sky Tg24 parlando delle affermazioni, ieri, del professor Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano. "Ho parlato personalmente con il professore e voglio chiarire - ha detto - che intendeva che non vediamo più arrivare in ospedale pazienti gravi. Questo dipende da una serie di fattori: sicuramente il virus circola meno perchè ci stiamo proteggendo, quindi trova meno soggetti cui trasmettersi; sicuramente vi è una diagnostica più raffinata rispetto a tre mesi fà potrebbe essere poi che abbia perso un po' di forza: c'è chi lo dice, c'è chi lo nega. Il risultato però finale cui si riferiva Zangrillo è che l'ospedale è meno impegnato. Dunque su questo la polemica non è stata corretta nei suoi confronti perchè se si ascoltano bene le sue parole chiarisce: attenzione, non dobbiamo abbassare la guardia. Quindi: continuiamo a proteggerci però consideriamo che l'impegno clinico ospedaliero è calato drasticamente, se non addirittra azzerato in molte aree. Cerchiamo di mantenerlo così con le dovute cautele", ha spiegato .