Mantovani (Humanitas): “Chi è guarito lasci agli altri il posto in coda per il vaccino”.

L'immunologo e direttore dell’Istituto clinico Humanitas: "E' un gesto di responsabilità. Chi ha avuto Covid sintomatico raramente si riammala per un arco di molti mesi"

Alberto Mantovani, docente di Humanitas University

Alberto Mantovani, docente di Humanitas University

globalist 15 gennaio 2021

Serve responsabilità da parte di tutti, proprio adesso che stiamo combattendo la pandemia con l’arrivo dei vaccini.


Il consiglio di Alberto Mantovani, immunologo direttore dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano) e docente di Humanitas University è questo: “Chi è guarito lasci agli altri il posto in coda per il vaccino”.


Lo scienziato dichiara: “Partiamo dai dati: in nessun contesto - neanche in Uk che ha fatto più vaccini - è stato dato un mandato di ritardare la vaccinazione per chi ha avuto Covid sintomatico, la malattia. In assenza di una linea guida, il mio suggerimento è che è un gesto di responsabilità verso se stessi e la comunità lasciare il proprio posto in coda”.


Lo scienziato spiega che, anche in mancanza di un’indicazione sul fatto che si debba mettere agli ultimi posti in termini di priorità i guariti da Covid, “dobbiamo dire che chi ha avuto Covid sintomatico raramente si riammala e lo sappiamo per un arco di molti mesi”.


“Io - ribadisce lo scienziato - credo che ci sia un senso di responsabilità rispetto alla comunità” e che si debba ragionare sulla base di questo.


“Nella mia istituzione ad esempio si sono vaccinati prima gli operatori del Pronto soccorso, poi quelli dell’Emergency Hospital e così via, e io ad esempio sono stato tra gli ultimi a farlo domenica”. È una questione, conclude, “di responsabilità”.


Mantovani ha proseguito affermando di “condividere l’allarme” del ministro della Salute, Roberto Speranza, sui numeri dell’epidemia di Covid-19 in crescita, aggiungendo: “Con 500 morti al giorno dobbiamo dire che la seconda ondata non è mai finita. Sono preoccupato per un killer che uccide e genera sofferenza, povertà e disuguaglianza. Dobbiamo fermarlo. Vanno prese decisioni rapide. Il virus corre rapidamente e le decisioni devono essere altrettanto rapide e allineate in tutto il Paese”.


Il virus, ha aggiunto lo scienziato, “lo possiamo fermare con i nostri comportamenti e con il vaccino”.


È cruciale farlo perché “più il virus corre e più muta, più corre e più siamo a rischio di varanti più aggressive”. Questa è la posta in gioco, incalza lo scienziato.


La scelta se sia necessario un lockdown duro di qualche settimana o sia meglio restare con il meccanismo dei colori e delle fasce di rischio “va lasciata a chi è competente e agli esperti di sanità pubblica - puntualizza Mantovani - Io credo che dobbiamo comportarci secondo le regole e dobbiamo fermare la corsa del virus”, ribadisce. Ma l’importante è che “le decisioni siano rapide”, conclude.