Perché Tagliavento arbitra ancora?

Continua il disastro degli arbitri, non basta l'annunciato addio di Braschi. Intanto, nella 29esima giornata, Juve marziana, grande Roma, Milan pari camomilla.[Xavier Jacobelli]

Desk6 24 marzo 2014
[b]di Xavier Jacobelli[/b]



La notizia più bella per l’Atalanta arriva nella tarda serata di una domenica indimenticabile per la storia del club bergamasco che 4 partite di fila in A non le vinceva da 19 anni. L’indiscrezione filtra dall’entourage di Prandelli: mentre Jack sbancava San Siro, il ct era a Marassi per assistere a Genoa-Parma, ma Inter-Atalanta l’ha poi vista e ha capito una volta di più che questo Bonaventura merita il Brasile, dopo averlo personalmente seguito otto giorni fa a Bergamo contro la Sampdoria.



Se Bonaventura continua a fare il fenomeno, fra tre settimane, a Coverciano, con gli azzurri convocati per i test atletici premondiali, ci sarà anche l’uomo simbolo dell’Atalanta schiacciasassi di Antonio Percassi, Stefano Colantuono e Pier Paolo Marino. D’altra parte, l’uomo copertina della giornata n.29 è proprio l’ennesimo Gioiello di Zingonia con il micidiale uno-due che ha catapultato la sua squadra a sole 7 lunghezze da Inter e Parma, oggi in Europa League. Siccome di punti a disposizione ce ne sono ancora 27 e tutto può succedere, sognare non è proibito. Né a Bonaventura né all’Atalanta.



Anche perchè il Verona spazzato via dalla furia Samp è in caduta libera e il Parma frena, sebbene, pareggiando a Marassi abbia colto il risultato utile consecutivo n.17. Quanto all’Inter, si capisce perchè Mazzarri sia una jena con la sua difesa: dopo 14 punti nei 6 turni precedenti e 2 soli gol subiti, ne ha presi due dall’Atalanta che, per il secondo anno consecutivo, ha violato San Siro interista.



Soltanto una squadra ha fatto meglio dei bergamaschi negli ultimi cinque turni: la Juve che, passando anche a Catania, ha centrato 5 vittorie su 5, ora ha 78 punti e gliene mancano 22 per fare il tris a quota 100: roba da marziani.



Ma, in Sicilia, è successo di tutto e di peggio: pullman bianconero assaltato da una masnada di incivili che hanno teso un vero agguato ai Campioni, bersagliandoli con sassi e fumogeni; Conte, Maran e Bergessio espulsi, botte da orbi. Ancora una volta ha deciso Tevez, quello che Galliani aveva preso nel gennaio 2012, ma Berlusconi Silvio lasciò al City perchè Berlusconi Barbara non voleva che Pato andasse al Psg. E’ sempre meglio ricordarlo visto che l’ex Cavaliere del Lavoro nei giorni scorsi ha sostenuto che questo Milan sia stato costruito male. E lui dov’era? All’Olimpico, l’autogol di Konko ha provvisoriamente salvato la panchina di Seedorf dopo giorni pieni di veleni. Palo di Balotelli, ma Gonzales ha riacciuffato i rossoneri, la cui crisi è senza fine: ora sono dodicesimi a 42 punti dalla Juve. Mai successo.



Intanto, l’irriducibile Roma non molla: passa a Chievo, ora aspetta il Toro di Immobile (tripletta al Livorno e capocannoniere assieme a Tevez a quota 16 gol), domenica affronta il Sassuolo e il 2 aprile recupera con il Parma. Sino a quando l’aritmetica non proclama Conte campione d’Italia per il terzo anno consecutivo, Garcia non s’arrende. E fa benone perché la sua squadra sta disputando un campionato fantastico: a Verona sono stati Gervinho e Destro (un altro in odore di Mondiale) ad affondare il Chievo. Non è un caso: quando c’è Totti in campo, la Roma segna il doppio.



Napoli e Fiorentina volevano affogare la comune delusione per essere stati fatti fuori dall’Europa League. Montella ha fatto viola Benitez grazie al guizzo di Joaquin, ma la jella perseguita Gomez: distorsione al ginocchio sinistro, non quello operato che l’ha costretto a stare fuori per 5 mesi. I partenopei sono furiosi con Tagliavento che li ha ridotti in dieci per un’ora, causa espulsione di Ghoulam. La domanda del giorno è una sola: perchè Tagliavento arbitra ancora? Dopo lo scandalo del rigore inventato contro l’Atalanta durante la gara con il Toro, uno così non doveva essere definitivamente collocato a riposo? Grazie a Dio, Braschi se ne va il 18 maggio, ma Nicchi resta: il disastro continua.



Sul fondo, si disperano Catania, Chievo, Livorno e Sassuolo, tutti sconfitti. Gran colpo di reni del Bologna che inguaia il Cagliari su rigore. Morandi annuncia: lascerà la carica di presidente onorario quando la squadra si sarà salvata. Legittime la rabbia e l’amarezza del fuoriclasse della musica italiana che ha difeso Guaraldi e non ha dimenticato gli insulti razzisti contro il Napoli, quando Morandi fece suonare “Caruso” di Dalla. Da lassù, Lucio ha sicuramente perdonato. Morandi no. E ha ragione: i barbari non si perdonano. Si sbattono fuori dagli stadi. Vero, Abete?

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