Tra Rossi e Marquez gode Lorenzo senza merito

A Sepang succede di tutto, dalla spinta dello spagnolo non sanzionata al calcio punito di Valentino. E tra i due litiganti...

Desk3 25 ottobre 2015
[b]di Francesco Rea[/b]



Lorenzo non merita di vincere perché come lo scorso anno non è riuscito a tenere dietro Rossi e lo credo consapevole che anche per lui questa sia una delle ultime chance di vincere un mondiale, stretto com'è stato in questi anni tra Valentino, Stoner e ora l'emergente Marquez.




Se per Lorenzo potrebbe, per Valentino è. Ed è per questo comprensibile il suo nervosismo. Personalmente non tale da giustificare il suo gesto. Non credo, però, volesse stenderlo quanto piuttosto dirgliene quattro fargli capire che stava esagerando. La rissa l'ha cercata Marquez non Valentino. E sullo stato d'animo di Rossi probabilmente pesavano anche alcune gare non proprio perfette. A cominciare da Misano, dove stava dominando sia su asciutto che bagnato e ha lasciato la vittoria a Marquez per aver voluto far gara su Lorenzo. E per fortuna Lorenzo è andato lungo. Come immagino non abbia subito bene la battaglia meritatamente vinta da Pedrosa.


Un inaspettato Pedrosa, fino a quel momento apparso incapace di dimostrare tale grinta e sicuramente non di parte. Un Pedrosa a cui vogliamo tutti bene e al quale Vale ha riconosciuto correttamente la grande gara fatta. Così come ha fatto Iannone, anche se non inaspettatamente. Certo Rossi avrà smadonnato per una gara fortemente caratterizzata dal comportamento di Marc Marquez che lo ha, ora col senno di poi, chiaramente ostacolato impedendogli di andare a prendere Lorenzo, cosa che avrebbe reso il duello perso con il ducatista un marginale danno collaterale.


Anche in Malesia è andata così, sempre più smaccatamente: prima un lungo al primo giro fa cedere la posizione a Marquez a vantaggio di Lorenzo, poi, pur avendone meno, lo spagnolo fa i salti mortali per stare davanti a Rossi, in barba al savoire faire (non si può dire correttezza perché ostacolare un avversario se lo si fa entro i limiti del regolamento non è colpa). E chissà che non lo abbia fomentato lo stesso Livio Suppo che dai tempi del cavatappi con Stoner ha Rossi sul gozzo.



Ora in tutto questo dissertare tra Rossi e Marquez che c'entra Lorenzo? C'entra eccome. Bisogna avere un bel pelo sullo stomaco, dopo aver recuperato altri punti per avvenuto aiuto, urlare che vuoi il mondiale a tavolino, di fatto, chiedendo la squalifica e di più. E dichiararsi non soddisfatto pur se fanno partire, Rossi in ultima fila, mostrandosi così più degno di un personaggio di secondo piano decisamente rancoroso in un film sullo sport, che per vincere farebbe qualsiasi cosa possibile. Se fosse stato zitto avrebbe fatto più bella figura e non avrebbe dato a Rossi possibilità di dire che trova strano l'atteggiamento di Lorenzo, cosa che in effetti crea dubbi.



Alla fine la direzione di gara ci regala solo delusioni. Riconosce come vero il comportamento ostativo di Marquez ma non lo sanziona. Sanziona, giustamente, Rossi ma in una forma discutibile. Impedendogli di lottare per il mondiale. Se invece di farlo partire ultimo lo portava a pari punti (cosa che molti in queste ore hanno pensato), sarebbe stata un'equa soluzione perché avrebbe messo i due alla pari, Marquez permettendo, con un leggero vantaggio a Lorenzo che gioca in casa.


Certo che oggi di grande c'è rimasto poco: Marquez lo potrà diventare, ma senza la G maiuscola visto il comportamento, Lorenzo non lo sarà mai per vittorie e oggi a maggior ragione anche per la componente umana, decisamente infantile, come di chi, un po' viziato, fa i capricci per l'ultimo orsacchiotto sullo scaffale. Rossi ha perso quella ragionevolezza che lo hanno decretato il più grande, insieme a Giacomo Agostini, di tutti i tempi e ruolo che quest'anno stava confermando dall'alto dei suoi 36 anni. Una caduta di stile che qualcuno ha paragonato a quella di Zinedine Zidane.


Non c'è dubbio però che la storia ci consegnerà più di una verità e a lungo andare ad essere penalizzati saranno Marquez e Lorenzo.


A Valentino Rossi direi di andare a Valencia e di giocarsela fino in fondo, perché la storia insegna e lui lo sa bene: con Hayden perse un mondiale all'ultima gara nonostante la rimonta che lo vedeva primo al via. In più perché non la deve dar vinta a chi gioirebbe di ciò. Che abbia timore Lorenzo a valencia di sbagliare ad ogni staccata, mentre Marquez, lui sì, non dovrebbe prendere parte alla gara.