Al via il centesimo Giro d'Italia: ed è subito doping

Parte oggi, 5 maggio 2017, da Alghero la carovana rosa. La corsa parte nel peggiore dei modi: sospesi Pirazzi e Ruffoni del team Bardiani.

Stefano Pirazzi alla presentazione del centesimo Giro d'Italia

Stefano Pirazzi alla presentazione del centesimo Giro d'Italia

globalist 5 maggio 2017

Al via oggi, 5 maggio 2017, una storica edizione del Giro d'Italia, la numero 100. La carovana rosa inizierà a muoversi dalla Sardegna, precisamente da Alghero, per poi risalire la Penisola dalla Sicilia fino all'arrivo di Milano. E nonostante l'entusiasmo per questa edizione dal numero tondo, il Giro d'Italia è iniziato nel peggiore dei modi. Due corridori italiani, Stefano Pirazzi e Nicola Ruffoni, del team Bardiani-Csf, wild card in quanto vincitore della Coppa Italia, sono stati trovati positivi ad un controllo anti-doping e la loro squadra ha deciso subito di escluderli dalla competizione. Uno choc inatteso arrivato nella serata di ieri dopo una giornata di festa e di attesa per la partenza odierna nel ricordo di Michele Scarponi.


La tegola è arrivata in serata, quando l'Unione ciclistica internazionale ha informato gli interessati di essere risultati non negativi in controlli antidoping a sorpresa e fuori competizione effettuati tra il 25 ed il 26 aprile. Automatica e immediata la sospensione dei due corridori, in attesa delle controanalisi che dovranno confermare o meno la presenza della sostanza proibita (Ghrps, peptidi rilascianti l'ormone della crescita). In caso positivo la Bardiani ha già annunciato il loro immediato licenziamento. Il bresciano Ruffoni, 27 anni e professionista dal 2011 - vincitore di due tappe al recente Giro di Croazia - e Pirazzi, originario di Fiuggi, 30 anni, professionista dal 2010 e vincitore di una tappa al Giro del 2014, hanno dovuto lasciare la squadra, che partirà domani con solo sette componenti, tutti italiani.


"Qualora le controanalisi confermassero la positività degli atleti, la società sportiva procederà al loro immediato licenziamento - ha fatto sapere la Bardiani - come previsto dal proprio regolamento interno, già sottoscritto da tutti i corridori del team, riservandosi la possibilità di ulteriori azioni al fine di tutelare la propria immagine e quella dei propri sponsor". "Siamo assolutamente scioccati dalla notizia. Attendiamo i risultati degli accertamenti e ribadiamo con assoluta fermezza l'intenzione di salvaguardare i valori che il nostro progetto sportivo ha portato avanti in questi anni", hanno dichiarato i manager del team con base in Emilia Romagna, Bruno e Roberto Reverberi. Ma a rischiare è tutto il team: le norme antidoping dell'Uci prevedono che con due atleti positivi in meno di 12 mesi la Commissione disciplinare può infliggere una sospensione da 15 a 45 giorni.