Egonu: "Ho pianto dopo il Mondiale per il razzismo, mi sono rialzata grazie alla mia fidanzata"

Il simbolo della Nazionale femminile: "Sono stata male dopo il ko con la Serbia. Ho vissuto il razzismo, non dovrebbe essere normale"

Paola Egonu

Paola Egonu

globalist 4 novembre 2018

Anche se non è arrivato l'oro mondiale, la Nazionale femminile di volley ha emozionato l'Italia che si è innamorata in particolar modo di Paola Egonu, miglior giocatrice del torneo con 324 punti segnati. Eppure la reazione dell'opposto in forza all'Agil Volley di Novara non è di soddisfazione: "Dopo la partita ero in lacrime, ho chiamato la mia fidanzata: mi ha detto che le sconfitte fanno male ma ci insegnano sempre qualcosa".




E in un mondo che ancora vede con stranezza cose che non dovrebbero esserlo, Egonu precisa: "Ho una fidanzata. Lo dico con grande semplicità? Infatti, lo trovo normale" le parole al Corriere della Sera. Per lei, 19enne di colore nata a Cittadella (Padova) e simbolo di una nazionale multietnica, è come un doppio ruolo da ambasciatrice: "Siamo italiane, per me avere origini diverse è normale. Mi sono stupita di chi si è stupito dell'amore del Paese verso di noi. Ho vissuto episodi di razzismo, è normale ma non dovrebbe esserlo".
Egonu è di poche parole ma di concetti chiari: "Non sono contenta del Mondiale, sono stata male. Potevamo fare meglio". L'Italia è stata chiamata delle ragazze terribili: "Forse lo sono all'impatto, quando riesco ad aprirmi non sono così terribile. Ho lasciato casa a 13 anni per la pallavolo, il sacrificio più grande".
Nessun rimpianto "peché non m'importa l'opinione degli altri. E penso che l'amore sia in tutto: la telefonata di un amico, le compagne di squadra che si interessano a te e tu a loro. Nasciamo con l'amore della mamma che vorrebbe fossimo protetti per la vita. Non va sempre così ma in questo momento per me sì".