Gli ultras (di destra) dell'Inter contro Lukaku: "I 'buu' di Cagliari non erano razzismo"

La famigerata Curva Nord che ha provocato squalifiche e multe per gli insulti ai giocatori di colore ora sostiente che le urla contro i giocatore di colore fossero solo un modo per disturbarlo

Romelu Lukaku vittima del razzismo

Romelu Lukaku vittima del razzismo

globalist 4 settembre 2019
La Curva Nord dell'Inter. Ossia un luogo pieno di razzisti, estremisti di destra e altri personaggi discutibili, ha stabilito che i ‘buu’ fatti a Cagliari contro Lukaku non erano razzisti.
Del resto loro, gli interisti, sono stati protagonisti di beceri cori e ululati che hanno portato a multe e squalifiche. Ma insistono nel legare l’evidenza.
Così la tifoseria di destra si è schierata in difesa di quelli del Cagliari che nella sfida della scorsa domenica hanno intonato alcuni ululati razzisti nei confronti di Romelu Lukaku. I sostenitori nerazzurri, in una lettera indirizzata all'attaccante belga, sostengono che quei cori non erano da intendere come razzisti, ma solo di "paura" nei suoi confronti.
La Curva Nord sostiene che "gli italiani non sono razzisti" (ma purtroppo ce ne sono molti) secondo la parte più calda del tifo nerazzurro si tratterebbe di un "teatrino mediatico di luoghi comuni su un presunto razzismo degli ultras, orchestrato da chi vuole raccogliere i soliti e facili consensi popolari frutto dell`ignoranza".
Nella lettera i tifosi nerazzurri si rivolgono a Lukaku dicendo che "il razzismo è un VERO problema. Capiamo che ciò è quello che possa esserti sembrato ma non è così. In Italia usiamo certi "modi" solo per "aiutare la squadra" e cercare di rendere nervosi gli avversari non per razzismo ma per farli sbagliare. Noi siamo una tifoseria multietnica ed abbiamo sempre accolto i giocatori provenienti da ogni dove sebbene anche noi abbiamo usato certi modi contro i giocatori avversari in passato e probabilmente lo faremo in futuro. Non siamo razzisti allo stesso modo in cui non lo sono i tifosi del Cagliari". Negli stadi italiani la gente è abituata a tifare contro "gli avversari non per razzismo ma per "aiutare le proprie squadre". I tifosi dell'Inter non parlano di razzismo ma di una forma di rispetto. "Quando dichiari che il razzismo è un problema che va combattuto in Italia, non fai altro che incentivare la repressione di tutti i tifosi inclusi i tuoi e contribuisci a sollevare un problema che qui non c`è o quantomeno non viene percepito come in altri stati".