Fiona May: ''Figc, Uefa e Fifa devono trovare un modo per dire basta al razzismo nel calcio"

La campionessa di atletica leggera: "Io ho detto basta con questo razzismo, bisogna essere più pesanti. Sono stanca di parlarne. Ci vuole tanto lavoro"

Fiona May

Fiona May

globalist 17 ottobre 2019
Lei è un’atleta britannica di colore, diventata una delle beniamine della nazionale italiana, della quale ha fatto parte dopo il matrimonio con un atleta italiano e l’acquisizione della nostra cittadinanza.
Fiona May è stata un’atleta molto amata, ma nonostante ciò la sua lotta contro le discriminazioni è stata un impegno costante.
''Figc, Uefa e Fifa devono trovare un modo per dire basta al razzismo nello sport, bisogna essere più pesanti''. È il monito lanciato da Fiona May ex campionessa mondiale, argento olimpico e madre della giovanissima campionessa di salto in lungo Larissa Iapichino.
"C'è razzismo nello sport, è politica nello sport che purtroppo vediamo e non dovrebbe esserci soprattutto nel mondo del calcio. Se si vede questo anche nel mondo dell'atletica veramente crolla tutto. Io - ricorda la campionessa di salto in lungo - sono cresciuta da quando avevo 12 anni a quando ne avevo 25 nel mondo dell'atletica e non ho mai avuto questi problemi. E ora che li vedo da fuori e mi metto le mani nei capelli perché non è logico, non è normale. Nel calcio il problema è universale: c'è sempre un gruppo di persone che sono frustrate o sono un po' ignoranti, maleducate o veramente arrabbiate e per questo vogliono rovinare le vite degli altri e non è giusto. Io ho detto basta con questo razzismo, bisogna essere più pesanti. Sono stanca di parlarne. Ci vuole tanto lavoro".