Romelo Lukaku: "Di fronte ai razzisti porto la mia rabbia sul campo"

L'accaccante dell'Inter parla al New York Times: "Devi andare avanti sempre più forte, devi continuare a lottare".

Lukaku

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globalist 23 dicembre 2019

Basta con gli incivili e oliatori: "Di fronte ai razzisti mi sono sempre detto di segnare, vincere e tornare a casa. Mi sono confrontato tante volte con questa situazione: porto la mia rabbia sul campo. Devi andare avanti sempre più forte, devi continuare a lottare".

E' l'opinione dell'attaccante dell'Inter, Romelu Lukaku, sul Razzismo.
Il belga, preso di mira a Cagliari da ululati razzisti, in un'intervista al New York Times, si rammarica "di non avere fatto abbastanza" sul tema ma è conscio di aver detto "ciò che pensa" sul titolo "Black Friday" e sulla campagna delle tre scimmie: "Se qualcosa mi passa per la testa mi alzo e parlo".
"Non si parla mai - aggiunge Lukaku - delle mie qualità quando vengo paragonato ad altri attaccanti. Il mio dribbling nell'uno contro uno è buono, so fare il doppio passo e so scartare l'avversario. Su di me è sempre stato un "sì, ma?": segnai al Real Madrid nella Supercoppa Europea, ma sbagliai anche un gol e tutti parlarono solo del mio errore. Nella mia prima partita in Premier segnai contro il West Ham e fu la stessa cosa. Un anno allo United ha cancellato gli otto precedenti: io e Pogba siamo stati incolpati per la caduta dello United, a lui in Australia ho detto che a Manchester avevo finito. Il Regno Unito è stato buono con me ma me ne sono dovuto andare".



Lukaku motiva la scelta di ripartire dalla Serie A con la volontà di rimettersi in gioco in un campionato molto tattico: "Ronaldo mi ha detto subito che il campionato italiano è il campionato più difficile a livello difensivo. Ha segnato gol ovunque, ma è stato il posto in cui ha avuto più difficoltà a farlo. E se pensa lui che sia difficile, vuol dire che lo è davvero. E' più difficile rispetto all'Inghilterra: là il calcio è più intenso, qui è tutto schemi".