Spadafora: "Il campionato non riprenderà il 3 maggio e il calcio dovrà cambiare"

Il ministro dello Sport e dei Giovani: "Le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità. Devono capire che niente, dopo questa crisi, potrà più essere come prima".

Vincenzo Spadafora e il presidente del Coni Malagò

Vincenzo Spadafora e il presidente del Coni Malagò

globalist 29 marzo 2020
“Riprendere le partite il 3 maggio è irrealistico. Domani proporrò di prorogare per tutto per tutto aprile le competizioni sportive di ogni ordine e grado. Ed estenderò le misure agli allenamenti sui quali non eravamo intervenuti perché c'ra la possibilità che si tenessero le Olimpiadi".
Lo ha detto a 'Repubblica' il ministro dello Sport e dei Giovani Vincenzo Spadafora
"Lo sport non è solo il calcio e il calcio non è solo la serie A. Destinerò un piano straordinario di 400 milioni allo sport di base, alle associazioni dilettantistiche sui territori, a un tessuto che sono certo sarà uno dei motori della rinascita - spiega il ministro - Dal calcio di serie A invece mi aspetto che le richieste siano accompagnate da una seria volontà di cambiamento: le grandi società vivono in una bolla, al di sopra delle loro possibilità, a partire dagli stipendi milionari dei calciatori. Devono capire che niente, dopo questa crisi, potrà più essere come prima".